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Wi-Fi, tutti spiati da un ologramma che riconosce persone e cose

Passa attraverso i muri con i segnali Wi-Fi, e ricostruisce una foto tridimensionale di persone e oggetti. La tecnica è descritta su Physical Review Letters.

Hi-Tech
Pubblicato il 27 maggio 2017, alle ore 17:06

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Wi-Fi, tutti spiati da un ologramma che riconosce persone e cose
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Là dove c’è una rete Wi-Fi, particelle invisibili di microonde riempiono gli ambienti e, prima di raggiungere i nostri dispositivi collegati alla rete, rimbalzano sugli oggetti e sulle persone. Philipp Holl, giovane studente di fisica, ha immaginato, per la sua tesi, che tutte queste particelle potevano essere trasformate in un sistema di videosorveglianza attivo in tempo reale, all’interno e all’esterno.  

L’idea del giovane ha avuto seguito in collaborazione con il fisico Friedemann Reinhard dell’Università di Monaco, ed è stata poi descritta sulla rivista “Physical Review Letters” come un prototipo che-  sfruttando la Wi-Fi – realizza un ologramma, ossia una foto tridimensionale di un ambiente. L’idea di Holl non è nuova: i predecessori, però, si erano fermati all’immagine bidimensionale, mentre il giovane tedesco si è spinto oltre, al tridimensionale.  

La risoluzione del prototipo è ancora estremamente bassa, e solo le immagini di oggetti superiori ai quattro centimetri sono riconoscibili. A tal proposito, al Business Insider, Holl racconta: “Se c’è una tazza su un tavolo, ad esempio, si può comprendere la presenza di un qualcosa anche se è impossibile riconoscerne la forma. Ma è possibile riconoscere il profilo di una persona, o di un cane, seduti su un divano“.  

Per riuscire a realizzare queste immagini, il sistema utilizza due antenne: un’antenna fissa per registrare il campo elettromagnetico della Wi-Fi e un punto di riferimento, e una seconda antenna mobile per registrare le stesse informazioni, ma da prospettive diverse. Non servono grandi antenne, spiega Holl, e già quelle di uno smartphone sono capaci di registrare la fase e l’intensità del segnale Wi-Fi.  

Le informazioni vengono inviate e processate immediatamente da un computer, programmato per costruire un’immagine tridimensionale dell’ambiente mettendo insieme le informazioni ricevute. E, dal momento che i segnali Wi-Fi passano attraverso le pareti, è possibile realizzare la scena che avviene in una casa diversa da quella in cui ci troviamo. 

Il progetto va perfezionato, ma potrebbe aprire a diverse prospettive di utilizzo, come ad esempio aiutare a riconoscere persone in difficoltà, o a rintracciare corpi tre le macerie dopo un terremoto.

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Cosa ne pensa l’autore

Marilena Carraro - Se sono senza parole, non è per l'idea, che porta in sé degli aspetti utili, ma perché penso alla privacy. Non è chiaro se tale tecnologia potrà essere usata anche per spiare il vicino: insomma, qualche dubbio c'è. In un certo senso, forse verticale, avevo sempre sentito dire che esiste qualcosa che passa attraverso anche sette muri: la benedizione del sacerdote.

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