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L’ultima frontiera sarà amore ed eros con un robot

In arrivo una nuova generazione di robot: intelligenza artificiale dall'aspetto umano, ideata per soddisfare la libido, innamorarsi, colmare un vuoto relazionale. Il sesso hi-tech diverrà essenziale nel nostro futuro?

Hi-Tech
Pubblicato il 6 marzo 2017, alle ore 09:15

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L’ultima frontiera sarà amore ed eros con un robot
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La nuova frontiera dell’intelligenza artificiale accarezza sogni lussuriosi fantascientifici: Roxxxy, Denyse, Isabel, Robert, o Stew, sono robot di ultima generazione, capaci di soddisfare i desideri sessuali degli umani. Pelle di seta, disponibilità immediata, occhi ammalianti, nessuna ansia da prestazione, conquista subitanea. Per David Levy, i primi robot sexy saranno in commercio a fine anno al costo di 10/15.000 euro.

L’esperto in robotica (cui venne annullata una conferenza sul tema, 2 anni fa) magnifica la similarità di questi androidi con gli esseri umani: sensibili al tatto, parti intime perfettamente realistiche. L’orientamento sessuale sarà definibile dal proprietario, un software permetterà l’interazione, risposte a stimoli vocali, visivi o tattili, arrivando a primordiali conversazioni. I robot entreranno in empatia con l’interlocutore, comprendendone lo stato d’animo, le preferenze, e i gusti.

La pelle morbida, reale, degli androidi sarà equipaggiata da variegati sensori che la renderanno sensibile al tatto: un sistema di riscaldamento interno manterrà l’epidermide calda, micromotori consentiranno ogni sorta di movimento. Uno dei più evoluti avrà il suadente nome di Denise, dotata di scheletro mobile, assumerà variegate posizioni, le labbra saranno mobili, morbide, e la lingua interagirà ad ogni richiesta. Denise potrà assumere diverse personalità, a seconda dell’esigenza: intellettuale, timida, romantica, passionale.

Come ogni donna reale, potrà mutare umore durante la giornata e, addirittura, avrà la facoltà di innamorarsi. Nel suo libro “Love and sex with robots”, Levy spiega come – semplicemente programmandolo – un robot possa innamorarsi di un umano: percependosi realmente amato dall’automa, il possessore potrà scegliere se contraccambiare con un’evoluzione apicale dell’amore che solitamente si rivolge ad un’auto. L’esperto prevede la legalizzazione del matrimonio tra uomo e macchina entro il 2050.

La sessuologa britannica Michelle Mars illustra un mesto futuro permeato da macchine sessuali, che sostituiranno i “sex workers” nei luoghi meta del turismo sessuale: il concetto di trasgressione assumerà nuovi connotati, facendosi guidare dalle tendenze dei software. Si prevede un calo del commercio di esseri umani consegnati alla prostituzione e alla pedofilia, le malattie trasmissibili sessualmente potrebbero essere notevolmente contenute.

Noel Sharkey, docente di robotica all’università di Sheffield, esperto mondiale su etica e morale concernente la venuta dei robot, è particolarmente peritoso soprattutto per il coinvolgimento dei giovani, che rischiano di rimanere implicati in un rapporto fisico ed emotivo estremamente coinvolgente e sdoganato dalla realtà. I robot diverranno un surrogato estremo delle vere relazioni, producendo una diffusa incapacità di interazione umana. Le patologie connesse con l’uso compulsivo della pornografia on line si estremizzeranno: una macchina progettata per soddisfare ogni desiderio e pulsione diverrà il metro di paragone verso cui rapportarsi.

Taluni esperti propongono di inserire nelle facoltà dei sex robot un possibile “no”, da pronunciare nelle situazioni estreme di violenza. Kathleen Richardson, ricercatrice in etica della robotica alla DeMonfort University, si è fatta promotrice di “Against Sex Robots”, una campagna di sensibilizzazione finalizzata a impedire la realizzazione e la diffusione di queste macchine.

I sex robot, secondo la Richardson, disumanizzano l’immagine della donna, utilizzabile come oggetto sessuale, in cui la relazione è subordinata al proprietario. I favorevoli incalzano dicendo che non tutti gli esseri umani sono in grado di innamorarsi, incontrare l’anima gemella, avere una vita sessuale soddisfacente, quindi, rispetto ad un matrimonio tradizionale insoddisfacente, è più gratificante sposarsi con un robot, consenziente, amorevole, sempre disposto ad acconsentire ad ogni capriccio.

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Cosa ne pensa l’autore

Chiara Lanzini - Questi scenari ricordano, parzialmente, l'immane triste freddezza del film Automata, ove i robot, da semplici operai, si evolvono a soggetti auto-determinati: nel ghetto illegale, alcune umanoidi prostitute erano avidamente richieste per le immense capacità certamente non riscontrabili in una donna. Una deriva sicuramente cupa, relazioni grigie, programmate, software maestri di trasgressioni di tendenza, uomini e donne sempre più incapaci di spendere del tempo per costruire un rapporto. Corpi caldi, disponibili, ammalianti, genuflessi, appaganti, privi di alcuna negazione, possono veramente essere i nuovi soggetti da amare?

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Commenti
Costantino Ferrulli

06 marzo 2017 - 20:01:58

Ho molti dubbi

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