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I Chromebook di Google dominano nelle scuole americane

Google conferma il successo dell'anno scorso e, secondo alcune nuove ricerche, fornirebbe oltre il 50% dei computer (i Chromebook) in uso nelle scuole americane (primarie e secondarie). E la EFF, intanto, protesta

Hi-Tech
Pubblicato il 14 dicembre 2015, alle ore 17:40

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I Chromebook di Google dominano nelle scuole americane
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Tempo fa il Financial Times pubblicò un rapporto sulla penetrazione dei giganti dell’hi-tech nelle scuole americane. Dal rapporto si evinceva che il tentativo di Apple di piazzare anche nelle suole (test a Los Angeles) i suoi iPad era fallito e che la strategia di Microsoft di cedere licenze Windows a prezzi molto bassi (o gratis) non aveva portato ai record di gradimento previsti.

A dominare, nelle scuole americane, nel Q3 del 2014 erano stati i Chromebook, di cui erano stati venduti – col relativo corredo di educational app – ben 715.500 esemplari. Una nuova ricerca, in questi giorni, va oltre e conferma che oltre la metà dei computer nelle scuole primarie e secondarie americane sia un Chromebook.

La ricerca in questione è stata condotta da Futuresource Counsulting che ha contato i computer presenti nelle classi primarie e secondarie degli Stati Uniti (settore K-12), riscontrando che il 53% di essi erano Chromebook. E’ innegabile, afferma la ricerca, che il trend di crescita di questi dispositivi sia davvero notevole se teniamo conto che nel 2012, appena 3 anni fa, solo l’1% dei computer scolastici era costituito dagli ultraleggeri ed economici portatili della grande G.

Attualmente, nelle scuole in questione, vi sono circa 4,4 milioni di Chromebook nelle scuole USA ed ogni giorno vengono attivati ben 30 mila Chromebook: risultati, questi, che portano 50 milioni di studenti ad accedere al GooglePlay for Education al fine di scaricare ed utilizzare le “App for Education” messe a disposizione da Google per studenti ed insegnanti.

In Italia, come in Gran Bretagna e Finlandia, l’indice di penetrazione dei Chromebook è fermo al 9%, comunque molto se si considera gli ostacoli delle normative nazionali sempre molto diffidenti quando si ha a che fare con dispositivi che portano dati personali su cloud server stranieri. In verità anche negli USA, di recente, la EFF (Electronic Frontier Foundation) ha depositato diversi ricorsi contro i Chromebook rei, secondo i querelanti, di violare in diversi modi la privacy degli studenti che usano questo genere di dispositivi Googleiani. Proteste, quasi ovunque diffuse, che – a quanto pare – non stanno fermando di molto il successo dei Chromebook educazionali…

I Chromebook di Google, per ora, dominano nelle scuole americano fornendo oltre il 50% dei computer utilizzati nel settore educational: sarà sempre così o lo scenario cambierà, come si paventa, con l’emergere di sempre più ibridi 2-1 a prezzi inferiori ai 300 dollari? Staremo a vedere. 

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Cosa ne pensa l’autore

Fabrizio Ferrara - Vedere un Chromebook in giro in Italia è davvero difficile. Non perché non siano dei buoni portatili ma perché questi device necessitano, per funzionare, di una connessione wireless sempre presente. In mobilità non sarebbero molto utili mentre, in ambito stanziale, potrebbero rivelarsi una buona scelta. Ciò che ne frena la diffusione da noi è sia il problema della privacy che la difficoltà di usare un sistema, come il ChromeOS, che si basa sull'online e che non gestisce sempre ottimamente le risorse in locale. Oltretutto, negli uffici, vi è una certa tendenza ad usare alcuni programmi dell'ambiente Windows e questo è di ostacolo all'uso di ogni altro tipo di device. Anche se, di tanto in tanto, qualcosa - in tema di alternative - si muove anche nel settore pubblico nostrano...

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