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Ecco dove farsi dare uno strappo dall’aerotaxi. A partire da Luglio

Sempre più ambizioso il piano dei trasporti per l'emirato di Dubai. Dopo l'accordo con Elon Musk, per portare il suo treno Hyperloop anche tra le lussuose città del deserto, da Luglio partirà un servizio di taxi basato sui droni a controllo remoto.

Hi-Tech
Pubblicato il 15 febbraio 2017, alle ore 10:22

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Ecco dove farsi dare uno strappo dall’aerotaxi. A partire da Luglio
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Ultimamente, Dubai è decisamente al centro di diverse innovazioni, in particolar modo nell’ambito dei trasporti. Dopo l’accordo dell’Ottobre scorso con Elon Musk per costruire un tratto di hyperloop, treno superveloce, che colleghi Dubai ad Abu Dhabi, da Luglio prenderà servizio anche un servizio taxi a base di droni autonomi.

Non molto tempo fa, lo sceicco dell’emirato, Mohammed bin Rashid Al Maktoum, aveva affermato il suo desiderio che, entro il 2030, almeno 1/4 di tutti i pendolari della sua capitale, Dubai, si spostassero con veicoli a guida autonoma, verosimilmente anche ecologici. Nel frattempo, onde ottimizzare gli spostamenti all’interno degli Emirati Arabi Uniti, ad Ottobre, ha stretto un accordo con la Hyperloop One, ennesima società di Elon Musk, per collegare Dubai ed Abu Dhabi, altra grande città delle federazione, tramite un sistema di capsule “sparate” all’interno di tubi ad alta velocità. 

L’innovazione viaggia veloce, a Dubai, spinta da tanti petrodollari e, quindi, non ci si è fermati qui. Nelle scorse ore, Mattar Mohammed al-Tayer, direttore della locale Agenzia delle Strade e dei Trasporti, ha comunicato che – a partire da Luglio – prenderà servizio un servizio taxi basato sul drone monoposto eHang 184, già visto al Ces 2016.

In sostanza, si tratta di un drone capace di trasportare un unico passeggero, per un massimo di 100 kg, riservando lo spazio anche per un modesto bagaglio: sarà possibile prenotare la corsa via app e, saliti a bordo, programmare il “passaggio” indicando la destinazione. A questo punto il veicolo, in costante contatto con una centrale di controllo, si alzerà in volo e, alla velocità massima di 160 km/h, coprirà il tragitto, sino ad un massimo di 50 km o 30 minuti di percorrenza (tranquilli: sono presenti batterie di riserva, ed il drone è capace di attuare autonomamente atterraggi di emergenza). 

Secondo al-Tayer, l’eHang 184 – dopo aver ottenuto tutte le certificazioni di sorta – è stato testato in Nevada a partire dal Giugno scorso e, di recente, ha eseguito dei voli di test anche nei cieli di Dubai: a questo punto, tutto è pronto perché – come preannunciato – prenda servizio, come servizio taxi, a partire del Luglio venturo.

In ogni caso, Dubai può dirsi in buona compagnia. La società di aeroveicoli israeliana Urban Aeronautics ha comunicato che presto, entro il 2020, il suo principale drone militare, il Cormorant, potrà essere adibito anche all’uso civile, per trasportare passeggeri, con maggiore capienza (1500 kg massimi), e velocità (185 km/h) del rivale arabo. Sarà utilizzato per i primi “autobus del cielo?”. 

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Cosa ne pensa l’autore

Fabrizio Ferrara - Ricordo benissimo l'occasione in cui venne presentato il drone in questione, l'Ehang 184, frutto dell'ingegno cinese: all'epoca, ebbi a dire che mai sarei salito su un trabiccolo del genere ma, in fondo, non è né più né meno che prendere l'aereo e farsi condurre dal pilota. Solo che qui...il pilota manca, o meglio è presente a terra, in una sorta di torre di controllo: immagino sia davvero comodo, per gli spostamenti nelle grandi città metropolitane, il farsi arrivare l'eHang 184 sotto l'ufficio, per potersene tornare a casa di sera, nella periferia lussuosa di una grande city. Certo, non sarà alla portata di tutti, almeno inizialmente...

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