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Cina. Si costruisce la moglie robot, e la sposa per non rimanere solo

Secondo quanto notiziato da un quotidiano locale, in Cina, un ingegnere di 31 anni - con un passato alla Huawei - è convolato a nozze con un robot donna di sua creazione, Yingying, che - in futuro - potrà anche camminare e fare le faccende di casa.

Hi-Tech
Pubblicato il 18 aprile 2017, alle ore 17:45

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Cina. Si costruisce la moglie robot, e la sposa per non rimanere solo
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In Cina, secondo il World Economic Forum, è davvero difficile – per un uomo – trovare moglie. Non stupisce, quindi, che un ingegnere di 31 anni abbia deciso di costruirsi da sé la donna dei suoi sogni, sposandola dopo due mesi di “appuntamenti”. 

Quello che vi narriamo non proviene da un qualche racconto di Asimov, ma è realmente accaduto qualche settimana fa in Cina. Qui, la politica del figlio unico – imposta a partire dal 1979 per contenere il moltiplicarsi della popolazione – ha prodotto, nel corso del tempo, diverse storture e, tra queste, quella dei “rami secchi”. 

Con tale termine sono indicati i figli maschi nati dalla pratica, discutibile ma accettata, dell’aborto “selettivo” di genere: ne è conseguito che, dopo 35 mesi di controllo delle nascite (norma abrogata nel 2016), si è arrivati ad una distribuzione di 113.5 uomini ogni 100 donne. Secondo l’Accademia cinese di Scienze sociali, tra non molto 1 giovane cinese su 5 non troverà più una partner. Questo, a sua volta, ha portato le donne cinesi ad essere molto selettive, nei riguardi degli uomini.

Zheng Jiajia, questo il nome dell’ingegnere, si era laureato nel 2011, alla Zhejiang University, in robotica, vincendo anche un premio accademico per aver creato un robot capace di giocare a pallone. Fresco di titolo di studio, era stato assunto dalla Huawei, presso la quale aveva messo su un dipartimento in robotica, reti neurali, ed intelligenza artificiale.

Le pressioni della famiglia a che trovasse una moglie, però, eran diventate fortissime e, così, Zheng ha assemblato Yingying, un robot donna che ha assunto nella sua nuova start-up, la Brain of Things, in qualità di portavoce. Dopo alcuni mesi di “appuntamenti”, il giovane è convolato a nozze con la sua “assistente”, al cospetto di alcuni amici e dei genitori: lui indossava un vestito senza cravatta, lei un abitino neo, con il tipico foulard rosso della tradizione, calato sul volto.

Il matrimonio, ovviamente, non è stato riconosciuto legalmente, e più di un utente – in Rete – ha avanzato il sospetto che, dietro la mossa di Zheng, si celi un’abile trovata pubblicitaria per lanciare la sua impresa, guarda caso attiva proprio nel ramo delle reti neurali, e della robotica.

Ad oggi, Yingying – rispetto a molte androidi donna, usate per scopi sessuali – ha feature davvero basilari. Ricoperta di pelle sintetica, riconosce i caratteri cinesi, risponde a istruzioni vocali con semplici frasi (pertinenti, come Jill Watson), ma non è in grado di camminare. Per questo motivo, secondo il quotidiano locale Qianjiang Evening News, che ha raccontato la vicenda, ed il britannico Mirror, che l’ha rilanciata, il 31enne Zheng è deciso a “migliorarsi” la consorte, introducendole la possibilità di muoversi da sola e camminare (pesa 30 kg), oltre a fare qualche faccenda domestica in giro per casa. 

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Cosa ne pensa l’autore

Fabrizio Ferrara - Quasi sicuramente quella di Zheng è una trovata pubblicitaria per lanciare, con furbizia, la sua azienda: tuttavia, va detto che diversi esperti sostengono che - entro il 2050 - il matrimonio con i robot diverrà realtà. Lo scenario visto nel film "Lei", con Joaquin Phoenix, potrebbe rasentare la norma prima di quanto non si creda: è vero che nessuno dovrebbe rimanere solo, e che con i robot ciò si potrà evitare ma, riflettendoci bene, ne varrà davvero la pena?

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Commenti
Nicola Fanelli

18 aprile 2017 - 18:56:11

Dove siamo arrivati

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Fabrizio Ferrara

18 aprile 2017 - 20:01:50

Eh Nicola: brutta cosa la solitudine.

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