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Apple, Samsung e Sony sfrutterebbero – in Congo – il lavoro minorile

Un'inchiesta di Amnesty International rivela che il cobalto usato per le batterie dei device di Apple, Samsung e Sony verrebbe raccolto in Congo anche grazie al lavoro minorile di bambini di 7 anni. Le aziende in questione negano fermamente il coinvolgimento.

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Hi-Tech
Pubblicato il 19 gennaio 2016, alle ore 18:08

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Apple, Samsung e Sony sfrutterebbero – in Congo – il lavoro minorile
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Secondo un dossier recentemente diffuso da Amnesty International sembrerebbe che diversi giganti della tecnologia mondiale utilizzino, per le batterie dei propri dispositivi Hi-Tech, il cobalto estratto in Congo grazie al lavoro minorile. Nell’inchiesta di Amnesty Internazional risulterebbero coinvolte aziende del calibro di Apple, Sony e Samsung

In queste ore, Amnesty Internazional ha diffuso un dossier, il numero AFR 62/3183/2016, secondo il quale nella Repubblica Democratica del Congo, ove viene estratto il 50% del cobalto mondiale ad uso tecnologico, si impiegherebbero bambini per l’estrazione del prezioso minerale destinato alle batterie di smartphone, tablet e portatili (ma non solo). I bambini in questione verrebbero condotti in gallerie profondissime e molto strette e, in esse, sarebbero costretti ad estrarre il prezioso minerale con le mani e senza protezione alcuna: a capo di una condotta così esecrabile sarebbe la cinese Huayou Cobalt che estrarrebbe il materiale in loco, con tali modalità fuori legge, tramite la controllata Dongguan Mining dalla quale tutti i big della tecnologia comprerebbero il cobalto ad essi necessario.

Apple, chiamata direttamente in causa da tale inchiesta, ha assicurato di aver implementato misure severissime per estirpare l’abuso di lavoro minorile da tutti gli anelli della catena dei propri fornitori: nel caso venga scoperto un abuso di questo tipo, l’azienda responsabile è costretta a riaccompagnare il minore a casa, a pagargli l’educazione e lo stipendio sinché, raggiunta l’età minima idonea, non potrà riassumere l’incarico lavorativo con le dovute protezioni del caso.

Nella specifica fattispecie del cobalto, Cupertino ha assicurato di vigilare attentamente contro l’abuso di lavoro minorile. Uguali rassicurazioni, secondo la BBC, son state fornite anche da Sony e Samsung, mentre altre aziende Hi-Tech hanno fornito rassicurazioni più vaghe e meno convinte sostenendo, in sintesi, di non essere in grado di controllare da dove vengono i materiali adoperati nei loro componenti. Non proprio il massimo se proferito da aziende che, nel loro complesso, generano profitti per 125 miliardi di dollari.

Apple, Sony, Samsung ed altre aziende dell’IT sono state accusate, da un’inchiesta di Amnesty International, di sfruttare (indirettamente) il lavoro minorile per l’estrazione di minerali necessari alla creazione di componenti per i loro device. Non proprio la pubblicità ideale per queste aziende, anche nel caso dovessero presentare dei top di gamma davvero sfolgoranti al prossimo WMC di Barcellona…

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Cosa ne pensa l’autore

Fabrizio Ferrara - Amnesty International ha assicurato di aver intervistato quasi una novantina di bambini coinvolti nell'estrazione del prezioso minerale e molte prove che quest'ultimo finisca nei terminali di Apple, Sony e Samsung sono state raccolte dall'associazione umanitaria in questione. E' davvero possibile che aziende così importanti non siano al corrente della provenienza dei materiali che vengono adoperati nelle proprie catene produttive? E nel caso fosse possibile, cosa verrà fatto nei confronti della Huayou Cobalt fornitrice del cobalto raccolto con il lavoro minorile? Verrà sostituita come società fornitrice? E con quali garanzie che il successivo fornitore rispetti la legge in materia di lavoro minorile?

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