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Carlo Conti ricoperto di insulti per un post su Facebook

Carlo Conti chiude per qualche ora la sua pagina ufficiale Facebook, che è stata letteralmente sommersa di insulti a causa di un post. Ecco cosa aveva scritto.

Gossip
Pubblicato il 12 aprile 2017, alle ore 23:55

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Carlo Conti ricoperto di insulti per un post su Facebook
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Carlo Conti, noto conduttore Rai, è stato coperto di insulti sulla sua pagina ufficiale Facebook. Il motivo della ribellione dei fan, o per meglio dire degli haters, è dovuto ad un semplice post che Conti ha pubblicato, nel quale invitava gli utenti a donare 2 euro tramite sms per sostenere una ricerca solidale.

Apparentemente non ci sarebbe niente di strano in tutto questo, visto che moltissimi personaggi dello spettacolo si dedicano spesso a promuovere la beneficenza. Ma, a quanto pare, gli haters non sono stati dello stesso parere ed hanno riempito la pagina di Conti con tantissimi commenti negativi, in cui sostenevano che proprio lui, che guadagna milioni di euro, non si dovrebbe permettere di chiedere alla gente di fare donazioni.

Il tutto accompagnato da parole davvero pesanti come “pezzo di m…”, “sputati in faccia”, “Si vergogni. Con tutti i soldi che le danno ha pure il coraggio di chiederli a noi”; “Fai schifo, vergognati”.

Insomma, il popolo del web si è rivoltato contro con parole e frasi davvero offensive nei confronti del povero conduttore che, di certo, non pensava di fomentare tutto questo odio con un semplice post destinato a promuovere un gesto solidale.

Il conduttore ed il suo staff, dunque, hanno deciso di chiudere la pagina Facebook per qualche ora, il tempo di placare gli animi di chi si è sentito talmente offeso da quel post da commentare con insulti e cattiverie di ogni genere.

Attualmente, la pagina è stata riaperta e naturalmente tutti i post sono stati cancellati… compresi gli insulti ricevuti!

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Cosa ne pensa l’autore

Ivana Currao - Parole davvero troppo pesanti quelle che hanno scritto gli haters nella pagina di Carlo Conti, che non si sognava minimamente di creare tutto questo clamore con un semplice post che invitava a compiere un gesto solidale a favore della ricerca. Davvero troppo pesanti le parole di chi usa il web come una piazza in cui dare sfogo alle proprie frustrazioni.

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