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Motori ibridi in Formula 1: 3 anni fa il primo GP

Il GP d'Australia del 2014 ha segnato la rivoluzione tecnologica della Formula 1, con l'introduzione di motori V6 e con l'introduzione dei turbocompressori per la prima volta dal 1988. Da subito la Mercedes ha tratto vantaggio da questi cambiamenti.

Formula 1
Pubblicato il 16 marzo 2017, alle ore 12:23

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Motori ibridi in Formula 1: 3 anni fa il primo GP
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Una vera rivoluzione ha modificato gli aspetti tecnici della Formula 1 nel 2014. Infatti i motori V8 che hanno segnato un’epoca dal 2007 al 2013, sono stati sostituiti da propulsori V6 turbocompressati, per la prima volta dal 1988.

I cambiamenti estetici sono stati evidenti se si considera che i musetti nel 2014 sono stati ribassati rispetto agli anni precedenti, con la punta dell’avantreno che non deve superare i 185 millimetri di altezza dal suolo, in confronto ai 550 millimetri dei campionati precedenti. Il sistema KERS di cui disponevano i piloti per incrementare la velocità per 6 secondi su un giro dal 2011 al 2013, è stato incorporato nel motore assumendo la denominazione di ERS, utilizzabile come potenza supplementare per 120 Kw per 33″ al giro.

Per quanto riguarda gli altri aspetti sportivi, dalle prime analisi sui tempi delle prove libere effettuate nel primo gp della stagione 2014 con il nuovo regolamento tecnico, sembrava che la Ferrari di Fernando Alonso (ora in McLaren-Honda) potesse giocarsi, o almeno ritagliarsi un ruolo da protagonista nel corso di una stagione che ha riservato ben poche soddisfazioni per la casa di Maranello: solo 2 podi conquistati da Alonso, in Cina e in Ungheria. Mai podio l’altro pilota della Rossa Kimi Raikkonen. Con l’andare delle sessioni di prove e di qualificazioni, è venuto alla luce il vantaggio che ha saputo trarne la Mercedes dal cambiamento tecnico, capace di monopolizzare l’intera stagione ed i campionati a venire, con i due piloti Lewis Hamilton e Nico Rosberg. La pole la ottiene Hamilton davanti a Daniel Ricciardo su Red Bull ed all’altra Freccia d’Argento guidata da Nico Rosberg. La Red Bull si è rivelata molto competitiva nel corso della stagione ottenendo, anche in maniera fortunata nei casi in cui la Mercedes non riusciva ad arrivare al traguardo, 3 vittorie tutte grazie a Ricciardo mandando in crisi il campione del mondo in carica Sebastian Vettel, non a suo agio nella Scuderia che gli ha procurato grandi soddisfazioni, a causa di una power unit inefficiente; la conferma delle capacità di Ricciardo sono state confermate con la prima fila del primo gp.

Molto staccati gli altri, ad oltre 1″ dalla pole, compreso Fernando Alonso 5° in qualifica, davanti di pochi millesimi alla Toro Rosso di Jean-Eric Vergne. La Ferrari di Raikkonen parte in 12^posizione.

Allo start scatta bene Nico Rosberg che si infila tra Ricciardo ed Hamilton e guida il gruppo fino alla fine della gara, dimostrando una superiorità della Mercedes imbarazzante per tutti, mentre sono costretti al ritiro sia Lewis Hamilton che Sebastian Vettel nel corso dei primi giri, causa problemi al motore. Ferrari al 6° posto con Alonso che si fa beffare nei primi giri da Nico Hulkenberg sulla sua Force India: gara in salita per il ferrarista, mai in grado di attaccare i piloti davanti a sé dimostrando una scarsa competitività della sua Rossa, prottrattasi per tutta la stagione come già detto. La gara procede con Rosberg e Ricciardo davanti a tutti, il danese della McLaren Kevin Magnussen al terzo posto davanti ad Alonso che si fa beffare negli ultimi giri a causa di una strategia ai box errata, da Jenson Button. Gara in rimonta per il finlandese della Williams, Valtteri Bottas che al decimo giro tocca un muretto mentre era in lotta con la Ferrari di Alonso ed è costretto a rientrare ai box per sostituire la gomma che si è staccata, mentre in pista scende la Safety Car per ripulire il circuito dai detriti.

Così il gran premio scorre via liscio senza altri colpi di scena evidenti: vince Rosberg davanti a Ricciardo. Magnussen giunge terzo davanti al compagno di squadra Button ed a Fernando Alonso, seguito da Bottas che riesce in una rimonta impossibile.

Al termine della gara Ricciardo viene squalificato dai commissari per un’irregolarità tecnica, così guadagnano tutti una posizione facendo entrare nella top 10 anche Sergio Perez sulla sua Force India. Da segnalare il 7° posto di Kimi Raikkonen e la nona piazza di Daniil Kvyat, il più giovane pilota, fino al quel momento, capace di conquistare punti in un gran premio.

I distacchi dalla Mercedes sono abissali: tra Rosberg e la compagnia ci sono più di 20″, segnale che la Mercedes è indubbiamente troppo avanti per la concorrenza. La Ferrari, appunto, arriva con un ritardo di 35″ dalla vetta. Si prospettano tempi duri per il Cavallino e per Alonso, il cui matrimonio in atto dal 2010 si interrompe al termine della stagione, a vantaggio si Sebastian Vettel che prenderà il suo posto dal campionato 2015 nella speranza di riportare la Rossa in cima alla classifica, cercando di contrastare un dominio Mercedes che non si vedeva dai tempi in cui un certo pilota tedesco faceva man bassa di vittorie. Il suo nome? Micheal Schumacher.

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Cosa ne pensa l’autore

Yuri Lo Stuto - Il campionato mondiale di Formula 1 dell'anno 2014 ha visto inserita una sequenza di cambiamenti tecnici che hanno segnato una vera e propria svolta nel campo motoristico. La tecnologia ha assunto un ruolo sempre più invasivo con il pilota che non necessita più di limitarsi a guidare, ma deve seguire una serie di procedure per impostare al meglio la propria vettura, affinché sia gestibile, tramite comandi posti sul volante. Questo cambiamento è stato di gran lunga favorevole alla Mercedes che ha trasformato queste modifiche tecniche in oro colato per diventare padrona assoluta dei campionati mondiali successivi con Hamilton e Rosberg divenuti campioni nel mondiale piloti con diversi punti di vantaggio sulla concorrenza. Stessa situazione nel mondiale costruttori, con la casa di Stoccarda dominatrice incontrastata.

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