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Svizzera: paura per una bandiera di Jack Daniel’s scambiata per quella dell’Isis

Un banale equivoco poteva costare caro ad un 29enne italo-svizzero che ha deciso di issare sul tetto di casa una bandiera con il logo della Jack Daniel’s. I vicini impauriti l’hanno infatti scambiata per il vessillo dell’Isis.

Esteri
Pubblicato il 11 ottobre 2017, alle ore 15:58

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Svizzera: paura per una bandiera di Jack Daniel’s scambiata per quella dell’Isis
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Come ben sappiamo, il terrorismo di matrice islamica è sempre più un rischio che si annida all’interno delle società occidentali. Chi abita nelle grandi città europee ha imparato che bisogna conviverci mantenendo alta la guardia. Ma in alcuni casi lo stato di allerta può arrivare a superare i livelli di buonsenso, sfociando nella più incontrollabile delle psicosi.
Un esempio lampante è recentemente avvenuto nella tranquilla e neutrale Svizzera.

Tutto è partito nel momento in cui un 29enne italo-svizzero ha issato sul tetto di casa la bandiera italiana, affiancata a quella della marca di whiskey della Jack Daniel’s. Il gesto per lui simpatico e divertente, non è però passato inosservato, anzi, ha allarmato diversi vicini che hanno deciso di minacciarlo con delle lettere anonime. Il contenuto delle missive non lasciava spazio ad interpretazioni: “Non ti vergogni di sostenere l’Isis?” oppure “Ti teniamo sott’occhio” fino a “Dobbiamo avere paura di te? Prima la bandiera italiana, ora quella nera della morte. Sei un simpatizzante dell’Isis?”.

A quel punto l’equivoco era chiaro. La bandiera nera di Jack Daniel’s era stata imprudentemente scambiata per quella del Califfato. Un errore non da poco, che poteva costare caro all’italiano recentemente trasferitosi a Zurigo con la ragazza.

Per questa ragione, la sua intenzione non può che essere una: denuciare per calunnia chi lo ha accusato di sostenere la causa del tanto temuto Stato Islamico. Ma non è certo la prima volta che delle bandiere nere con scritte bianche vengono travisate per quelle adottate dall’Isis.

Qualche tempo fa anche da noi in Italia, e più precisamente a Fidenza (Parma), qualcuno aveva denunciato la presenza di una bandiera del Califfato appesa sulla finestra di un’abitazione. Ma, dopo le opportune verifiche del caso, si era scoperto che il vessillo inneggiava semplicemente agli All Blacks, in altre parole la leggendaria nazionale di rugby neozelandese.

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Cosa ne pensa l’autore

Antonio Sorice - In alcuni casi la psicosi può veramente portare a dei gesti inconsulti. Probabilmente prima di minacciare il ragazzo, sarebbe stato opportuno capire che genere di bandiera sventolasse sul tetto di casa. L’assurdo è che poi ci sono casi in cui la gente non interviene, pur essendo testimone di gravi fatti che accadono proprio sotto i loro occhi, e parte invece lancia in resta lì dove in fin dei conti non c’è nulla di fondato.

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