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Proteste in Venezuela: fermato un italo venezuelano

Preoccupazione per un giovane paramedico italo-venezuelano in stato di fermo da giorni durante un corteo anti Maduro con la pesante accusa di terrorismo.

Esteri
Pubblicato il 19 giugno 2017, alle ore 10:32

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Proteste in Venezuela: fermato un italo venezuelano
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L’italo-venezuelano Angel Faria Fiorentini è stato fermato il 12 giugno scorso dalle autorità venezuelane nel Distretto Metropolitano di Caracas. Da mesi in Venezuela si tengono manifestazioni di protesta contro il governo di Nicolas Maduro – dal primo aprile sono stati 74 i morti nelle proteste – e proprio durante una manifestazione il ragazzo stava fornendo soccorso essendo un paramedico.

Diversa la versione ufficiale: era in corso un attacco alla sede locale del Ministero dell’edilizia e al Consiglio nazionale della Magistratura ed è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine. E’ evidente che, in fasi repressive, le versioni governative dissentono da quelle popolari. Ad ogni modo, al momento sono ancora da chiarire i reati che gli vengono contestati ma un’informazione trapela a ,pare, si parli addirittura di accuse di terrorismo.

Fiorentini pare che, con altri 23 giovani fermati, sia apparso nella tv locale di spalle dinanzi ad un tavolo con sopra le presunte “armi” che avrebbero utilizzato durante un assalto al Ministero: bottiglie con benzina, caschi, pietre. Un modo per creare un clima di paura e di “non sostegno” verso i fermati, rei – a loro dire – di una protesta violenta, probabilmente per avvalorare un’azione governativa repressiva.

La notizia è confermata dalla Farnesina che sta dando “la massima attenzione” al caso. Il consolato italiano a Caracas è in costante contatto con la famiglia del connazionale e col suo legale, nonché con le autorità locali e sta cercando di organizzare una visita consolare.

Il ragazzo, di madre italiana e padre venezuelano, ha vissuto a lungo in Italia per poi rientrare in Venezuela e in entrambi i Paesi si levano in suo favore le voci degli amici che lo definiscono come una persona che di sicuro ha a cuore la causa democratica ma che mai l’avrebbe difesa in modo violento.

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Cosa ne pensa l’autore

Maria Guerricchio - Non è la prima volta e, purtroppo, non sarà nemmeno l'ultima che sentiamo di azioni repressive per fermare le proteste. Un clima di terrore che punisce alcuni per educarne molti. La memoria ritorna alla tristemente famosa frase del periodo dittatoriale italiano" punirne uno per educarne cento". Mi vengono i brividi al solo pensiero. Speriamo tirino fuori questo ragazzo e chi con lui.

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Commenti
Fabrizio Ferrara

19 giugno 2017 - 12:25:21

Ehm...Maduro è stato eletto democraticamente, col 50,78% dei voti, alle ultime presidenziali. Che poi l'opposizione locale abbia protestato a riguardo, chissà per conto di chi, è un altro paio di maniche.

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