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Londra separa studenti italiani da napoletani e siciliani: "Non sono uguali"

Ha fatto grande scalpore in Inghilterra la gaffe di alcuni istituti scolastici, i quali - al momento di differenziare gli alunni per collocazione geografica - hanno distinto gli italiani "puri" da napoletani e siciliani.

Esteri
Pubblicato il 12 ottobre 2016, alle ore 18:51

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Londra separa studenti italiani da napoletani e siciliani: "Non sono uguali"
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Gli italiani, si sa, sono un popolo con un background culturale estremamente frazionato ed incredibilmente variegato: dal Nord al Sud si possono contare infinite sfumature vernacolari che caratterizzano in maniera molto marcata le abitudini dei diversi cittadini, a partire proprio dalle caratteristiche inflessioni linguistiche.

D’altrone l’Italia stessa venne unificata solamente nel 1861, risulta dunque naturale che determinate tradizioni siano ancora molto presenti nelle differenti aree geografiche, determinandone peculiarità caratteristiche del tessuto sociale; ma arrivare addirittura a fare distinzioni di nazionalità da una regione all’altra (o ancora più grottescamente, da una città all’altra) appare decisamente anacronistico nonché paradossale.

Eppure è proprio ciò che è accaduto nel Regno Unito, dove alcune scuole in inglesi e gallesi hanno differenziato gli “italiani puri” (classificati tradizionalmente “Ita“) dagli “italiani napoletani” (“Itan“) e dagli “italiani siciliani” (“Itas“), oltre agli ulteriori e non meglio specificati “altri italiani” (“Itaa“). L’eco della clamorosa gaffe è ben presto rimbalzata sino alla nostra Penisola, indignando gli ambasciatori e generando grande imbarazzo nel Paese della Regina.

Gli istituti scolastici in questione chiedevano agli studenti iscritti di identificarsi mediante la propria nazionalità proprio utilizzando quegli acronimi, come se l’Italia stessa non fosse una nazione unita bensì ancora frazionata in una sorta di fantasioso “Nuovo Regno delle Due Sicilie“. L’ambasciatore Pasquale Terracciano ha subito escluso che possa trattarsi di un atto volutamente discriminatorio, pur affermando con risolutezza che l’errore: “Deve essere rimosso con effetto immediato“.

Lo sfortunato incidente sarebbe dunque da attribuirsi ad una semplice manifestazione di ignoranza in buona fede, ma l’ambasciata italiana a Londra non ha perso occasione per sottolineare il proprio disappunto in maniera ironica, ricordando – all’interno della nota di lamentela inviata al Foreign Office britannico – che “L’Italia è diventata un Paese unificato il 17 marzo 1861“. Rimane tuttavia palese il fatto che dover essere costretti a sottolinearlo agli stessi istituti scolastici deputati all’insegnamento della storia, non sia esattamente il massimo.

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Cosa ne pensa l’autore

Filippo Di Stefano - Ho riso per dieci minuti credo, forse anche di più. E' grottesco in maniera troppo trash, non ho potuto resistere. Ritengo che la chiave di lettura dell'intera vicenda sia esattamente questa: l'ilarità. Non mi pare proprio ci sia stata la volontà di offendere, anzi piuttosto probabilmente è stato un eccesso di politically correct (nonché di ignoranza) di istituzioni che hanno voluto "preservare e dare risalto al background culturale" tipico di determinate zone, a discapito del fatto che l'Italia sia legalmente un Paese unificato. Forse il fatto che loro abbiano tre nazioni differenti sotto un unico regno ha un po' destabilizzato la sensibilità della situazione, sta di fatto che non ci vedo cattiveria. Solo, per l'appunto, una gaffe parecchio, ma parecchio "maccheronica".

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Commenti
Adriana Vasa

13 ottobre 2016 - 07:41:33

Da notare che nonostante la Sardegna sia fisicamente lontana dal resto dell'Italia, è stata annoverata fra "other" segno che lo studio si limita al regno delle due Sicilie e al regno sardopiemontese

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Adriana Vasa

13 ottobre 2016 - 07:43:33

Volevo mettere il sorrisino con le lacrime x evidenziare che era una battuta ma non l ha preso. Cmq hanno garantito che non ci sono state discriminazioni ne nulla. Resta da capire quale fosse realmente il motivo

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Adriana Vasa

13 ottobre 2016 - 07:39:21

Mah... che gli inglesi, e in generale tutti i britannici non spicchino per le competenze linguistiche, è cosa risaputa, si sa che le lingue, oggi inserite fra le scienze linguistiche sono da sempre materie unanistiche...per cui forse ci vorrebbe un'infarinata di storia, lingue, geografia.

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Fabrizio Ferrara

12 ottobre 2016 - 19:31:08

I fautori del Regno delle Due Sicilie sarebbero contenti di un errore simile ;)

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