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Incendio di Londra: Scotland Yard avvia un’indagine penale

Scotland Yard avvia un'inchiesta penale per accertare eventuali responsabilità nel rogo della Grenfell Tower di Londra, che ha provocato la morte di 17 persone, sei delle quali sono state identificate.

Esteri
Pubblicato il 16 giugno 2017, alle ore 19:07

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Incendio di Londra: Scotland Yard avvia un’indagine penale
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Scotland Yard ha aperto un’indagine criminale per accertare le responsabilità nell’incendio della Grenfell Tower di Londra, che ha causato la morte di 17 persone. Altre 24 persone sono ancora ricoverate, 12 delle quali in “gravi condizioni”. Al momento, non è ufficiale l’origine del rogo né il motivo del suo rapido propagarsi, ma tutti i sospetti ricadono sui pannelli di materiale isolante, altamente infiammabile, installati come rivestimento esterno, durante la recente opera di ristrutturazione dell’edificio.

I lavori si erano conclusi nel maggio 2016, ma gli inquilini si erano spesso lamentati circa l’impiego eccessivo dei pannelli in plastica e – di conseguenza – dell’alto rischio di un incendio. Molti residenti hanno, infatti, raccontato di aver sentito un forte odore di plastica bruciata, quando tutto ha avuto inizio. Secondo alcuni testimoni, in meno di mezz’ora l’intero palazzo era avvolto dalle fiamme.

Il comandante di Scotland Yard, Stuart Cundy, ha reso noto che sei vittime sono state identificate: i loro cadaveri sono stati trovati fuori dalla torre Grenfell. Ma, purtroppo, non è ancora stato possibile recuperare le altre undici salme rimaste all’interno del grattacielo: le condizioni della struttura rendono difficile e molto pericoloso l’accesso.

Cundy ha aggiunto che potrebbero passare diverse settimane prima di conoscere il numero complessivo delle vittime, e che molte di loro potrebbero non essere mai identificate. Il comandante di Scotland Yard ha affermato che, personalmente, spera che le vittime non siano più di cento.

Si ritiene che il fuoco possa esser stato provocato da un problema elettrico nel congelatore di un tassista etiope, che risponderebbe al nome di Behailu Kebede. L’umo, di 44 anni, è riuscito a scappare in tempo, e si trova ora in un rifugio per i sopravvissuti alla tragedia.

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Cosa ne pensa l’autore

Rita Piras - È un tragico bilancio, tristemente destinato a salire. Ci sono intere famiglie tra le decine di scomparsi. Molti familiari si sono radunati nella chiesa di St. Clements e in altri centri comunitari vicini alla torre bruciata, dove aspettano di ricevere - impazienti - nuove notizie, in terribili ore di attesa. Ma, più passa il tempo, più diminuisce la speranza di trovare persone ancora in vita, che abbiano potuto sopravvivere al fumo, e alle alte temperature causate dall'incendio.

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