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Rincaro benzina, il governo smentisce l’aumento delle accise

Il governo ha smentito le voci circolate su un possibile aumento del costo della benzina necessario a rientrare nei parametri imposti dall’Ue

Economia e Finanza
Pubblicato il 9 ottobre 2013, alle ore 16:26

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Le voci che prevedevano una stangata sulla benzina, con aumenti di 6,5 centesimi al litro dal primo gennaio del 2014 e di altri 3,3 centesimi al litro fino al 31 gennaio 2015, sono state seccamente smentite da fonti vicine al ministero del Tesoro. “Nessun aumento di accisa o altre tasse” afferma Dario Franceschini.

La bozza del decreto legge, necessaria a correggere i conti per centrare l’obiettivo Ue del 3% del rapporto deficit/Pil, che sarà esaminata in serata dal consiglio dei ministri, prevede anche il rifinanziamento di 330 milioni di euro per la  cassa integrazione in deroga per il 2013 e il rifinanziamento di 35 milioni di euro della social card.

Quindi niente stangata sulle accise, mentre, secondo alcune ipotesi, ci saranno nuovi aumenti sugli acconti Irpef e Irap, che passano dal 101 al 103% per il solo anno di imposta 2013, così da alzare ulteriormente il carico fiscale a carico di imprese e privati.

Vengono inoltre destinati 120 milioni di euro ai Comuni per assicurare la spettanza del gettito Imu, mentre un indennizzo di 5 milioni sarà garantito alle imprese “che abbiano subito danneggiamento di materiali, attrezzature e beni in conseguenza di delitti commessi al fine di impedire, turbare o rallentare la realizzazione di opere”, come la Tav.

Sono previsti, inoltre, tagli ai ministeri. Nella bozza del decreto legge si specifica, infatti, che “le disponibilità di competenza e di cassa relative alle spese rimodulabili del bilancio dello Stato sono accantonate e rese indisponibili per ciascun Ministero”.

Infine c’è il capitolo “dismissioni”, ovvero la cessione di un pacchetto di circa 350 immobili da parte dello Stato, che dovrebbero garantire entrate per un miliardo di euro.

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