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Iva verso l’aumento al 22% da ottobre

Dopo i colloqui tra Saccomanni e Rehn si riaccende la polemica sull'aumento dell'Iva, in programma dal primo ottobre.

Economia e Finanza
Pubblicato il 18 settembre 2013, alle ore 16:19

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Iva verso l’aumento al 22% da ottobre
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Dopo il blocco all’aumento dell’Imu da parte del governo, si ritorna a parlare del famigerato aumento dell’Iva.

Da fonti governative trapela che molto probabilmente dal prossimo ottobre l’aliquota Iva del 21% aumenterà dal di un punto percentuale al 22%. Questo è stato anche uno degli argomenti principali del colloquio tra il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, e il commissario europeo agli Affari economici e monetari Olli Rehn, il quale ha criticato la decisione di abolire l’Imu sulla prima casa ed ha spronato l’Italia a procedere sulle riforme e il risanamento. Rehn, nel corso dell’audizione alla Camera, ha ricordato che le raccomandazioni della Commissione europea in occasione della chiusura della procedura di infrazione per deficit eccessivo nei confronti dell’Italia specificavano chiaramente di spostare il carico fiscale dalla produzione ai patrimoni e ai consumi. “Il provvedimento preso dall’Italia con l’abolizione dell’Imu ha suscitato e suscita preoccupazioni, rispetto allo spostamento degli oneri fiscali dai fattori produttivi verso altri cespiti”, ha detto il commissario europeo, spiegando che “sarà nostro dovere verificare la service tax“.

Bloccare l’aumento dell’Iva, necessiterebbe di una copertura pari a 1 miliardo. Risorse che l’esecutivo ha difficoltà a trovare se vuole rispettare non solo gli impegni di consolidamento fiscale, ma anche cancellare il saldo di dicembre dell’Imu su prime case, fabbricati rurali e terreni agricoli, pari a circa 2,4 miliardi.

Sembra dunque difficile che il governo blocchi sia il pagamento dell’Imu, sia l’aumento dell’Iva, nonostante Enrico Letta nel suo discorso di inizio mandato si fosse impegnato a: “rinunciare all’inasprimento dell’Iva, superare l’attuale sistema di tassazione della prima casa’ e  ridurre il costo del lavoro e del peso fiscale”.

Stefano Fassina (Pd), per evitare l’aumento dell’Iva propone di rivedere l’intervento sull’Imu. “Confermiamo la cancellazione per il 90% dei proprietari e lasciamo contribuire il 10% delle abitazioni di maggior valore”, afferma il viceministro dell’Economia, spiegando che così è possibile recuperare 2 miliardi. “Un miliardo lo utilizziamo per rinviare l’aumento dell’Iva; un miliardo lo dedichiamo alla deducibilità dell’Imu per i beni strumentali delle imprese”.

Ma dal Pdl piovono critiche. Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl, afferma: “È bastata la visita di un giorno a Roma di Rehn, con le sue inopportune dichiarazioni, che tutti adesso reputano inevitabile l’aumento dell’Iva a ottobre. Pare che anche qualcuno all’interno del governo se ne sia convinto”. Il capogruppo Pdl a Montecitorio non ha dubbi: “Gli accordi di maggioranza prevedevano che non aumentasse l’Iva a ottobre, e così sarà. Altrimenti non ci sarà più la maggioranza”. E poi attacca Stefano Fassina, colpevole, a suo dire, “di produrre confusione e incertezza con le sue dichiarazioni irresponsabili , nonostante il suo ruolo di governo”.

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