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Istat: ad ottobre cala la fiducia degli italiani

L’Istat ha registrato ad ottobre la prima contrazione del clima di fiducia dei consumatori dopo quattro mesi in rialzo. Coldiretti: "Colpa dell'aumento dell'Iva"

Economia e Finanza
Pubblicato il 25 ottobre 2013, alle ore 11:41

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Istat: ad ottobre cala la fiducia degli italiani
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Un’indagine dell’Istat ha rivelato che a ottobre il clima di fiducia dei consumatori diminuisce a 97,3 da 100,8 del mese di settembre, dopo quattro rialzi consecutivi.

La fiducia dei consumatori è dunque tornata di nuovo sotto quota 100, che rappresenta il livello del 2005.

Il peggioramento è diffuso a tutte le componenti tracciate dall’Istat, ed in particolare per quella economica, che passa da 99,3 a 93,2. Il clima personale, ovvero le attese sulla situazione della famiglia, le opportunità di risparmio e il bilancio della famiglia è in deciso peggioramento dal 102,4 al 98,1 di ottobre.

Peggiorano inoltre sia i giudizi e le attese sulla situazione economica del Paese (il saldo passa, rispettivamente, da -110 a -129 e da -11 a -14), che le aspettative sulla disoccupazione (da 68 a 71).

Insomma, cala la fiducia dei consumatori in un futuro favorevole e, secondo la Coldiretti, la colpa è da attribuire all’aumento dell’Iva, scattato il primo di ottobre, che ha causato l’aumento dei prezzi e un conseguente calo dei consumi. “L’aumento dell’aliquota Iva scattato il primo di ottobre ha certamente favorito a peggiorare il clima di fiducia dei consumatori con l’aumento dei prezzi ed il calo dei consumi”. “Sono dunque confermate – sottolinea la Coldiretti – le preoccupazioni sul rischio di alimentare, con il rincaro dell’Iva, una spirale recessiva. In queste condizioni per più di una famiglia italiana su quattro (22 per cento) sarà infatti un autunno difficile di sacrifici economici. Per quanto riguarda la situazione generale, la percentuale di quanti sono pessimisti per il futuro e pensano che la situazione peggiorerà sono il 35 per cento. Al contrario, sono il 51 per cento coloro che – conclude la Coldiretti – ritengono che non ci saranno cambiamenti, mentre sono solo il 14 per cento quelli convinti che ci sarà un miglioramento”.

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