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INPS: bonus matrimonio 2017. Ecco chi ne ha diritto

Si tratta di un aiuto economico per chi si sposa nel 2017 erogato dall'INPS, ma previsto solo per alcune tipologie di neo-sposini. Vediamo di che si tratta e chi ne ha diritto.

Economia e Finanza
Pubblicato il 17 marzo 2017, alle ore 00:12

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INPS: bonus matrimonio 2017. Ecco chi ne ha diritto
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L’INPS erogherà un contributo economico alle coppie che si sposeranno quest’anno al comune oppure in chiesa ma con rito concordatario.

Purtroppo però, non tutti potranno usufruire di questo beneficio; infatti, i destinatari di questo contributo sono solo un gruppo ristretto di categorie: lavoratori precari, disoccupati e lavoratori occasionali.

Innanzitutto saranno esclusi i matrimoni non trascritti ai registri comunali, ovvero chi si sposerà solo con matrimonio religioso senza sposarsi – prima o dopo – anche in comune.

Il bonus consiste in un accredito economico e “regala” 8 giorni di congedo straordinario dopo la cerimonia. Può essere richiesto e rilasciato ad uno dei due coniugi o ad entrambi se sono in possesso dei requisiti richiesti.

Bonus matrimonio: chi ne ha diitto

L’assegno spetta a queste categorie: operai, apprendisti, lavoratori a domicilio, operai industriali ed artigiani, ma anche ai disoccupati che hanno perso il lavoro da non più di 90 giorni ma che prima ricadevano nelle categorie sopra citate ed ai medesimi lavoratori temporaneamente in malattia o in congedo. Non dipende quindi dalla fascia dell’ISEE ma dalla tipologia di contratto di lavoro.

Qual è il valore del bonus?

Il bonus varia da lavoratore a lavoratore; il suo valore infatti equivale a 7 giorni di retribuzione lavorativa o 7 giorni di guadagno, se si è artigiani in proprio, basato sui guadagni giornalieri. Ovvero consiste in una “vacanza” matrimoniale retribuita di 7 giorni.

Il bonus matrimonio non è cumulabile con gli assegni per malattia, maternità, cassazione e di disoccupazione; ma durante questo congedo straordinario matrimoniale il lavoratore mantiene comunque il diritto a ricevere gli assegni familiari.

Per quanto riguarda le unioni civili tra cittadini dello stesso sesso, invece, non sono ancora state definite le condizioni di idonietà al bonus, o addirittura il diritto vero e proprio a riceverlo in ogni caso. Per cui, per chi fosse interessato, bisogna rivolgersi personalmente al proprio comune o all’INPS tramite il sito ufficiale, dove è possibile trovare anche i moduli da scaricare e consegnare per richiedere il buono, modulo che va consegnato al datore di lavoro o agli uffici del comune in base al proprio tipo di occupazione.

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Cosa ne pensa l’autore

Rosa Tea Di Sclafani - Finalmente qualcosa di buono! Invece delle solite tasse viene concesso un piccolo regalino. Non sarà certo molto visto che consiste nel dare la stessa somma di denaro che normalmente guadagna un lavoratore precario, e quindi è misera per definizione, ma quante volte capita ad un lavoratore precario di avere delle ferie pagate? Per cui se avete intenzione di sposarsi quest'anno informativi e date un'occhiata. Vergognosa è invece la vicenda per le unioni civili, non importa che tipo di unione si contrae, ma i lavoratori di una categoria dovrebbero avere tutti gli stessi diritti.

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Commenti
Fabrizio Ferrara

17 marzo 2017 - 09:54:57

Mi ricorda qualcosa questa misura...

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Francesco Pezzuto

17 marzo 2017 - 22:53:07

...anche a me

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