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Crisi: Città a rischio desertificazione

Crisi furibonda che non si placa: potrebbe cambiare il volto delle città.

Economia e Finanza
Pubblicato il 28 giugno 2013, alle ore 14:06

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Crisi: Città a rischio desertificazione
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Crisi furibonda che non smette di preoccupare:  chiudono i negozi e il volto delle città rischia di cambiare.

Chiudono le imprese di commercio a ritmi inediti e preoccupanti, la crisi non accenna ad attenuarsi e, stando alle molteplici stime sulla crescita per l’Italia e l’Eurozona (con grande esclusa la Germania, avvantaggiata da un cambio favorevolissimo) di istituzioni, economisti e osservatori, non c’é da stare allegri.

Cn24Tv riporta che “secondo le stime dell’Osservatorio Confesercenti, bar e ristoranti registreranno infatti un saldo negativo combinato di 17.088 imprese, arrivando a perdere il 5% del totale di aziende registrate dicembre 2012. Ai negozi di moda e abbigliamento potrebbe andare anche peggio: a scomparire saranno ben 11.328 esercizi, secondo le stime, con una contrazione dell’8% sul 2012.

Calo più contenuto invece per il settore alimentare, il cui saldo previsto è di -4.701 unità, con una variazione negativa del 3% sul 2012. Secondo la previsione Confesercenti, il settore dell’abbigliamento registrerà nel 2013 4.593 aperture e 15.921. Si tratta di un rapporto aperture-chiusure di 2 a 7, un dato peggiore rispetto a quello di tutte le altre categorie di attività commerciali e anche del totale nazionale, per il quale il rapporto è di una nuova apertura ogni tre chiusure. Per quanto riguarda i bar, i nuovi esercizi saranno 6.714, contro 14.430 che chiuderanno per sempre la serranda; mentre i ristoranti vedranno 15.750 imprese cessare l’attività a fronte di 6.378 aperture. La crisi del commercio si estende a tutto il territorio nazionale, colpendo ogni regione. Per quanto riguarda le attività del settore alimentare, le stime Confesercenti indicano un saldo particolarmente negativo soprattutto in Sicilia, dove le nuove aperture saranno solo 288, un dato inferiore di quasi quattro volte a quello delle chiusure, previste a quota 1.080. Nell’abbigliamento, invece, è la Basilicata a mettere a segno il risultato proporzionalmente peggiore: con 240 chiusure e solo 84 nuove aperture, la regione perderà a fine anno il 10% del totale dei negozi del settore.”

Insomma: città, soprattutto al Sud a rischio desertificazione se la rotta non si inverte.

Insomma, l'”effetto Euro”, legato alla crisi rischia di mezzogiornificare ancor di più il Sud di una nazione, L’Italia, che da paese leader, dopo un processo di convergenza verso il modello economico tedesco (che, va ricordato, va bene solo per la Germania) trasferito in pratica in tutta l’Eurozona, si è trovata ad essere essa stessa Mezzogiorno del continente.

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