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Banche italiane: 44 miliardi di euro in meno alle aziende

Dal rapporto di Standard&Poor’s sui finanziamenti alle aziende emerge che le banche italiane nel 2012 hanno tagliato 44 miliardi di fondi alle imprese. Cresce il ricorso ai bond da parte delle imprese

Economia e Finanza
Pubblicato il 5 giugno 2013, alle ore 10:11

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Banche italiane: 44 miliardi di euro in meno alle aziende
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L’agenzia di rating Standard&Poor’s, nel suo rapporto sui finanziamenti delle banche italiane alle imprese, evidenzia un taglio di circa 44 miliardi di euro, che porterà ad un sempre maggiore ricorso alle emissioni obbligazionarie da parte delle aziende italiane, per riuscire a fronteggiare la stretta creditizia.

Il percorso di riduzione della leva finanziaria da parte delle banche e il contemporaneo allentamento della legislazione d’impresa aumenterà l’emissione di bond delle aziende, che già nel 2012 ammontava a 20 miliardi e, secondo Standard&Poor’s, “può aiutare a migliorare la struttura di capitale delle imprese italiane e ridurre i rischi di rifinanziamento perché potrebbe allungare le scadenze del debito e diversificare la base degli investitori”.

La sostituzione del debito bancario con quello obbligazionario sarà, tuttavia, “un processo lungo e arduo – afferma l’agenzia di rating americana – a causa dello scarso interesse da parte degli investitori istituzionali italiani per le emissioni delle medie imprese (in media l’80% delle obbligazioni sono state sottoscritte da investitori esteri) e dell’assenza di un mercato sviluppato del private placement.

In questo scenario in cui non è prevista una ripresa nell’economia italiana alla fine del 2013, Standard & Poor’s ritiene di poter abbassare ulteriormente i rating delle aziende italiane da essa valutate, in quanto l’indebolimento della loro performance operativa sta pesando sulla qualità del loro credito. Negli scorsi 15 mesi i downgrade di compagnie italiane effettuati sono stati più del doppio dei miglioramenti del rating.

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