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A Bolzano la media degli stipendi più alti d’Italia

L’ultimo report dell’osservatorio dei consulenti del lavoro incorona Bolzano come provincia con la media degli stipendi più alti d’Italia. Sul podio anche Varese e Monza e Brianza. Chiude la graduatoria Ascoli Piceno.

Economia e Finanza
Pubblicato il 2 maggio 2017, alle ore 18:35

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A Bolzano la media degli stipendi più alti d’Italia
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L’eden del lavoro in Italia si trova a Bolzano. Almeno questo è quanto si può concludere consultando il rapporto fornito la scorsa settimana dall’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro che ha analizzato i dati relativi al 2016.

La provincia autonoma di Bolzano detiene il primato per la media degli stipendi netti più alti corrisposti nel nostro Paese. Con 1.476 euro, Bolzano si issa in vetta alla classifica, seguita in seconda posizione da Varese (1.471 euro) e Monza e Brianza (1.456 euro). Ad un passo dal podio si trova invece Como con una media degli stipendi pari ad euro 1.449. Ultima in graduatoria troviamo Ascoli Piceno con 925 euro. Bolzano spicca anche per il suo più basso tasso di disoccupazione.

La città più “rosa” è invece Bologna: qui esattamente i due terzi delle donne (66,5%) risultano impiegate in un’attività lavorativa. Sotto questo punto di vista, agli antipodi troviamo invece la provincia di Barletta-Andria-Trani, dove risulta impiegato meno di un quarto della componente femminile (24,1%). Simili performance si segnalano anche in altre province del Mezzogiorno come Napoli, Foggia o Agrigento. Nelle suddette realtà il tasso di occupazione femminile non supera il 26%, a fronte di una media nazionale del 48,1%.

Bolzano si contraddistingue anche per il più basso tasso di mancata partecipazione al lavoro. In questo caso gli inattivi, ossia coloro che non hanno un lavoro e a differenza dei disoccupati nemmeno lo cercano, ammontano al 5,3% dell’intera forza lavoro. In questo caso in ultima posizione si colloca la provincia calabra di Vibo Valentia con il 48,7% di inattivi.

Come ogni anno viene anche predisposto il Labour market efficiency sub- index, un indice che tiene conto di una serie di parametri di efficienza ed innovazione del mercato del lavoro. In questo caso la miglior provincia del 2016 è stata Bologna, che ha così scalzato dalla vetta la migliore realtà del 2015 che era risultata essere quella di Milano.

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Cosa ne pensa l’autore

Antonio Sorice - Il dossier fornito dai consulenti del lavoro conferma un quadro di per sé già visto e ben conosciuto da diversi decenni. Nel mercato del lavoro continua ad esserci un netto divario tra Nord e Sud. Su alcuni aspetti la differenza può poi essere considerata come una vero e proprio abisso. Mentre il Nord dimostra di poter rimanere agganciato alla media europea, il Sud continua ad essere impantanato nelle secche della disoccupazione e della inattività.

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