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JeeYoung Lee e il sogno realizzato nel suo studio

Un piccolo studio di 3.6m per 4.1m dove l'artista ha liberato tutta la sua fantasia dando vita a un universo fantasioso e onirico. Nessun ritocco digitale e tanta cura nei minimi dettagli con oggetti unici realizzati a mano.

Design
Pubblicato il 11 dicembre 2013, alle ore 12:03

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JeeYoung Lee e il sogno realizzato nel suo studio
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JeeYoung Lee è una giovane fotografa originaria della Corea e recentemente laureata alla Hongik University di Seoul. E’ specializzata in scatti di impronta onirica: non si tratta di una fotografia tradizionale che ritrae frammenti di realtà, ma è l’artista che ci invita a guardare le immagini dal suo cuore, dalla sua memoria e dai suoi sogni. JeeYoung Lee non si ferma solo al mezzo fotografico ma si presta anche a creazioni artistiche e performance teatrali, al fine di soddisfare il suo immenso bisogno di espressione personale. Un modo per non fermarsi ai propri limiti ma andare oltre e trasformarli in vantaggi.

Ne è il più grande esempio il suo piccolo studio di 3.6m per 4.1m, dove JeeYoung Lee ha liberato tutta la sua fantasia dando vita a un universo fantasioso scaturito dalla sua mente. Invece di trovare una nuova posizione o cedere a un ingannevole ripristino digitale, Lee si è sfidata a costruire alcuni dei set più elaborati immaginabili. Un progetto minuzioso, curato con attenzione e pazienza nei minimi dettagli: è la sua immaginazione che si è fatta tangibile e l’immagine fotografica ne attesta la sua realtà.

JeeYoung Lee

Childhood

In ognuno di questi allestimenti ritroviamo storie della sua vita così come varie favole coreane, un lavoro durato settimane e mesi per definire ogni scena con una moltitudine di oggetti fatti a mano. Dettagli che avrebbero potuto tranquillamente essere elaborati a Photoshop, con un dispendio di tempo di gran lunga minore. Ma JeeYoung Lee ha rifiutato ogni tipo di manipolazione digitale, e si è concentra sulla creazione anche dei dettagli più minuti a mano. La sua immaginazione è un rifugio che gli permette di accettare le repressioni e le frustrazioni imposte dalla società, e questa installazione gli permette di riflettere sulle cause dei suoi conflitti interni, ricercare la sua identità e superare quanto ha già vissuto, trasformandolo in un segno di speranza. Questo progetto è inoltre un altro esempio di come l’architettura possa diventare un meraviglioso mezzo di espressione artistica, anche utilizzando uno spazio preesistente come è avvenuto in questo caso e in quello del fotografo Philip K Smith III con Lucid Stead, uno straordinario effetto ottico nel bel mezzo del deserto.

JeeYoung Lee è uno dei talenti esordienti più promettenti nello scenario artistico coreano, e ha già ricevuto numerosi premi tra cui l’Art Prize nel 2012 . Le sue fotografie hanno già trovato posto in collezioni pubbliche tra cui il Museo della Fotografia in Giappone. Qui di seguito alcuni scatti di questa meravigliosa creazione, e potete vedere la galleria completa nella pagina di Opiom Gallery.

JeeYoung Lee

Neverending Race

Nightmare

Sweet Appetite

My Chemical Romance

I’ll Be Back

Black Birds

Gamer

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