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Venezia

"Vivi, non seguire il mio esempio", poi si impicca

Un ultimo messaggio alla sua fidanzata, e poi si impicca temendo di essere bocciato a scuola per la seconda volta. È morto così un giovane ragazzo di Mestre.

Cronaca
Pubblicato il 15 giugno 2017, alle ore 19:40

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"Vivi, non seguire il mio esempio", poi si impicca
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Mestre. Frequentava un locale liceo, e la sua più grande paura – che non riusciva più ad abbandonarlo, nell’ultimo periodo – era proprio quella di essere bocciato: così, ha deciso di farla finita.

Il giovane ragazzo in questione, pare non fosse la prima volta che subiva un risultato negativo a scuola e, probabilmente, è anche per questo che ieri mattina ha spedito un messaggio alla fidanzata, prima di togliersi la vita, mettendo fine ad ogni suo tormento.

Dalle ricostruzioni fatte fino a questo momento, sembrerebbe che il giovane avesse preso una corda acquistandola nel negozio vicino a casa, per poi andare in un bosco di città dove si è impiccato. Ha pianificato così il suo ultimo giorno, con drammatica lucidità, il ventenne di Mestre che si è tolto la vita nell’area verde di via Forte Gazzera, di fronte al campo da calcio, e a lato di un sentiero che lo collega alla pista ciclabile, dove un ragazzo della zona, poco prima delle 13, ha ritrovato il corpo, avvisando immediatamente le autorità.

Le ipotesi, su cui si concentrano gli inquirenti, portano alla depressione alimentata dalle difficoltà scolastiche: un male oscuro che, nonostante gli sforzi di chi gli stava vicino, non è riuscito a vincere, e di cui – purtroppo – si sente parlare sempre più spesso in relazione ai giovani di oggi.

Ieri mattina, quindi, ha preso la sua bicicletta, ed è andato in un negozio per comprare la corda, quella stessa corda che, poi, avrebbe stretto con un cappio attorno alla gola. L’unico messaggio d’addio è quello mandato alla fidanzata prima di uscire di casa: «Vivi, non seguire il mio esempio», ha scritto sul telefonino. Poi, fissata la corda all’albero, si è lasciato andare.

È molto importante sapere che sono attivi alcuni numeri verdi a cui chiunque può rivolgersi per avere supporto e aiuto psicologicoTelefono Amico 199.284.284, Telefono Azzurro 1.96.96, 
Progetto InOltre 800.334.343, De Leo Fund 800.168.768.

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Cosa ne pensa l’autore

Marta Lorenzon - Una storia finita in modo tragico, nonostante moltissime persone avessero deciso di stare accanto al giovane ragazzo. Purtroppo, si sente parlare sempre più spesso di stress scolastico, tanto da diventare un vero e proprio problema psicologico per questi giovani ragazzi che non si sentono mai all'altezza, e che hanno paura di non farcela.

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Commenti
Paola Assandri

15 giugno 2017 - 22:15:33

Povero ragazzo. Riposa in pace

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Fabrizio Ferrara

15 giugno 2017 - 20:40:02

La vita è molto difficile, ma non bisogna mai perdere la speranza che possa accadere qualcosa che la illuminerà di bellezza e meraviglia.

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