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Roma

Viaggia incastrata tra le porte della metro. Macchinista indagato

È successo a Roma mercoledì scorso. Una donna, rimasta incastrata tra le porte della Metro B alla Stazione Termini, viene trascinata per alcuni metri. Inutili le segnalazioni dei passeggeri.

Cronaca
Pubblicato il 16 luglio 2017, alle ore 11:31

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Viaggia incastrata tra le porte della metro. Macchinista indagato
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Brutta esperienza per Natalya, una bielorussa 43enne che è rimasta incastrata tra le porte della metropolitana a Roma, mercoledì 12 luglio alle 20.30. La donna è stata trascinata per alcuni metri mentre, disperata, chiedeva aiuto, cercando invano di liberarsi: questo quanto mostra un primo video. Ma c’è anche un secondo video, puntato sulla cabina di guida: l’autista, dopo aver controllato gli specchietti, si è chinato più volte, forse per mangiare, quindi è partito senza accorgersi della donna.

I video sono stati acquisiti dagli investigatori, e la polizia ha inviato un’informativa alla procura: l’indagine per lesioni, a carico del macchinista, è stata aperta. Insieme al macchinista, gli investigatori stanno esaminando anche il sistema di sicurezza. La metro, infatti, non dovrebbe proprio partire se anche una sola porta non è chiusa correttamente.

Atac ha fatto sapere che “l’azienda, ai massimi livelli, ha iniziato a esaminare tutto il materiale disponibile utile a comprendere il terribile accaduto. Sono stati esaminati i filmati, il materiale e gli impianti e, da subito, è stata costituita una commissione di inchiesta, che sta procedendo con gli organismi di vigilanza (Ministero Infrastrutture e dei Trasporti e Regione Lazio) preposti a valutare tutti gli elementi per la corretta ricostruzione dei fatti e le effettive responsabilità“. 

Nel primo video, si vede la donna entrare per ultima nel vagone di coda, per poi uscirne subito, mentre le porte si chiudono intrappolando all’interno il suo braccio e la borsa. Il metro riparte. I passeggeri che stavano sulla banchina cercano di aiutare la donna, qualcuno ha cercato di fermare il conducente, ma niente: il messaggio non arriva, e il treno prosegue la sua corsa. La donna fa segni con l’altro braccio, poi si piega sulle ginocchia mentre il treno la trascina.

L’altro video riprende la cabina del conducente. Fermo in stazione, più volte controlla attraverso lo specchio retrovisore il saliscendi delle persone. Un attimo prima di ripartire, sembra mangi qualcosa. Ricontrolla le porte dallo specchietto, chiude tutte le porte, e riparte. Intanto la donna, divisa tra dentro e fuori, viene trascinata. I passeggeri all’interno cercano invano di intervenire, azionando il freno d’emergenza. Purtroppo, viene spiegato successivamente, su quel tipo di vettura l’allarme non è predisposto a bloccare la corsa, e non aziona nemmeno l’apertura delle porte. Finalmente, qualcuno riesce a smuovere la porta quel tanto che basta a Natalya per liberarsi, facendola cadere dal vagone. 

Alla stazione Cavour, quella subito successiva al fatto, il macchinista si è reso conto dell’accaduto. La linea è stata interrotta, e la 43enne è stata portata in ospedale, in condizioni gravi per le fratture, anche se non è in pericolo di vita.

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Cosa ne pensa l’autore

Marilena Carraro - Ogni volta che vado a Roma, e devo prendere la Metro, prima di salire controllo sempre lo spazio nel timore di rimanere incastrata tra le porte. E non c'è una seconda possibilità: anche ad attendere il mezzo successivo, questione di pochissimi minuti, la situazione rimane la stessa. Almeno, in alcune stazioni di interesse turistico piuttosto rilevante. Non so se ci sia una soluzione. Ma quella sorta di "fai da te", automatizzata da specchietti retrovisori e porte che bloccano il treno se non sono ben chiuse, a quanto pare, non sono sufficienti alla sicurezza. I miei timori e le mie cautele, dunque, sono fondati...

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