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Venezia

Venezia: il piccolo Achille è morto a soli 3 anni

Il figlio di Stefano Favret, centrocampista e capitano del San Donà (Venezia), non ce l'ha fatta contro la malattia rara diagnosticata nel 2016. Il mondo del calcio e tutta la comunità è vicina alla mamma e al papà.

Cronaca
Pubblicato il 25 aprile 2017, alle ore 15:28

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Venezia: il piccolo Achille è morto a soli 3 anni
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Aveva solo 3 anni Achille, il figlio di Stefano Favret, centrocampista e capitano della squadra di calcio del San Donà (Venezia), e della compagna Sara De Re.

Una malattia rara, diagnosticata nel 2016, con cui ha combattuto fino alla fine al fianco dei suoi genitori che non lo hanno mai abbandonato per un istante.

Ammalato ormai da tempo ha avuto un drastico peggioramento nel sabato sera appena passato, ed è entrato in coma all’ospedale di Trieste, da dov’è poi arrivata la tragica notizia della sua morte nella serata di ieri, lunedì 24 aprile.

Una notizia che ha sconvolto non solo la città di San Donà dove il padre giocava, ma anche tutto il Portogruarere, dove viveva la famiglia Favret, così anche Conegliano, il paese d’origine del padre.

Già da sabato la preoccupazione per il piccolo Achille si faceva sentire in tutto il paese, mentre domenica tutta la comunità sportiva si è stretta attorno a loro per far sentire l’affetto e l’amore che tutti hanno sempre provato per quel padre e quella madre che non hanno mai smesso di lottare per il loro piccolo Achille, e per quel bambino con una forza di cento leoni.

L’amico e compagno di squadra di Stefano Favret, Alessandro Boccia, non se l’era sentita di scendere in campo domenica per la partita di campionato, preferendo rimanere anche lui in silenzio e al fianco di un bambino così piccolo che aveva ancora molto da dare.

Lunedì la tragica notizia.

Ci uniamo tutti con il pensiero e l’amore alla famiglia Favret, e al piccolo Achille che ora sorveglierà dall’alto la sua mamma ed il suo papà.

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Cosa ne pensa l’autore

Marta Lorenzon - Una mamma ed un papà non dovrebbero mai vedere un figlio spegnersi tra le loro braccia, ma a volte sono proprio le creature più piccole e fragili ad insegnarci che cosa sia il vero coraggio e la vera forza. Piccolo Achille, continua a vegliare su mamma e papà anche dall'alto, perchè hanno bisogno di sentire i tuoi sorrisi per andare avanti in questa vita davvero dura, in particolar modo oggi, senza di te.

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Commenti
Vittoria Coga

04 maggio 2017 - 00:07:10

❤️❤️❤️❤️

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