Iscriviti

Venerdì 17, perchè incute ancora "terrore"?

In casi estremi alcune persone soffrono di una paura folle, incontrollabile chiamata "Eptacaidecafobia": termine derivante dal greco e che indica una vera e propria fobia del numero 17.

Cronaca
Pubblicato il 17 marzo 2017, alle ore 22:57

Mi piace
15
0
Venerdì 17, perchè incute ancora "terrore"?
PubblicitĂ 

Venerdì 17, il giorno della sventura per eccellenza per i tanti superstiziosi, amuleti fra le mani, scongiuri, rituali personalizzati, immobilità casalinga.

In casi estremi alcune persone soffrono di una paura folle, incontrollabile chiamata “Eptacaidecafobia”: termine derivante dal greco e che indica una vera e propria fobìa del numero 17. Perchè il venerdì 17 è considerato funesto?

Secondo i Vangeli il venerdì è giorno della morte di Gesù; secondo i pitagorici greci il 17 portava disgrazia, perchè è in mezzo a 16 e 18 numeri perfetti che rappresentano i quadrilateri 4×4 e 3×6.; nell’Antico Testamento, la data di inizio del diluvio universale viene ricondotta al 17 del secondo mese; il 17 è il giorno in cui è morto Gesù.

Nell’Antica Roma sulle tombe si scriveva “VIXI”, ad indicare “ho vissuto”, nel Medioevo questa iscrizione veniva fraintesa con il numero 17 che invece in numeri romani si scrive XVII. Il terrore del numero 17 può giungere dalla battaglia di Teutoburgo del 9 d.c. combattuta tra i romani e i germani di Arminio e dalla distruzione delle legioni 17, 18 e 19: questi numeri, ritenuti luttuosi non furono più utilizzati per alcuna legione.

Le statistiche illustrano che gli italiani sono un popolo di superstiziosi: un nostro connazionale su cinque crede ancora al maleficio del gatto nero, se gli attraversa la strada si ferma e cambia direzione. Uno su dieci, di venerdì 17, posticipa il volo aereo.

Su Facebook, la pagina nazionale del CICAP ha creato l’evento “Fai attraversare il tuo profilo da un gatto nero“, per esorcizzare questa credenza, invitando a sostituire l’immagine del proprio profilo con quella di un gatto nero.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore

Chiara Lanzini - Non comprendo la superstizione, associata al gatto nero la trovo irritante e desueta. Il pregiudizio verso questi splendidi animali conduce talvolta a vere e proprie esecuzioni per scardinare il maleficio. Alimentare ulteriormente queste credenze medioevali credo sia deleterio per le numerosi menti ricettive italiane. L'iniziativa del CICAP è un eccellente escamotage per ridicolizzare un atteggiamento ancora usuale.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!