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Traffico di cuccioli in Lombardia, ottantotto salvati

L'operazione è stata chiamata Maky, come un cucciolo salvato dalla forestale dopo essere stato trovato in condizioni gravissime. Sono stati fatti sei arresti, nove denunce e ottantotto cagnolini sequestrati

Cronaca
Pubblicato il 13 febbraio 2014, alle ore 16:22

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Traffico di cuccioli in Lombardia, ottantotto salvati
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In Lombardia, un traffico di cani di grandissima proporzione è stato sventato dalla Guardia Forestale di Lodi sotto la direzione del procuratore capo, Vincenzo Russo.

L’operazione è stata chiamata Maky, come uno dei cagnolino salvati e trovato in condizioni gravissime. Il traffico di cuccioli fruttava circa un milione di euro l’anno. I cagnolini, tutti di età inferiore ai tre mesi venivano trasportati nei cofani delle macchine e fatti viaggiare in condizioni disumane per tantissimi chilometri senza acqua e senza cibo. Arrivavano tutti dalla Slovenia e dall’Ungheria. Una volta arrivati a destinazione veniva dato ai cuccioli una nuova identità con micro-chip e libretti sanitari che attestava la loro provenienza dall’Italia.

I cuccioli venivano venduti via internet e in alcuni negozi di animali a prezzi anche venti volte maggiori di quelli in cui venivano venduti nei loro paesi di origine. Le persone denunciate sono state accusate con il reato di associazione a delinquere ed è la prima volta che questa accusa viene applicata ad un caso del genere. Il veterinario complice, dava massicce dosi di antibiotici ai poveri sfortunati e inoculava il microchip, poi firmava i libretti sanitari facendoli risultare di origine italiana. I cuccioli erano tutti di razze pregiate, Chiuaua, Cavalier King, Spitz e Akita.

La Forestale di Lodi ci tiene a far sapere che tutti gli 88 cagnolini sono stati affidati, infatti appena la notizia è diventata pubblica, il centralino era stato preso d’assalto per poter adottare uno dei piccoli. Questi cuccioli vengono fatti nascere in vere e proprie fabbriche di cani, decine e decine di fattrici per la produzione vengono tenute in stive piccolissime con solo il cibo necessario per la sopravvivenza. Una volta che i cuccioli raggiungono i trenta o quaranta giorni di vita vengono caricati su camion e nei cofani delle auto e poi trasportati in condizioni pietose nel nostro paese.

Il precoce staccamento dalla mamma, provoca spesso nei cuccioli traumi e malattie mortali come il cimurro e la parvovirosi. Di solito un cucciolo su tre muore dopo essere stato acquistato dal negozio. Per fortuna le indagini non si fermano a questo evento, stanno indagando anche in Emilia Romagna.

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