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Roma

Roma, assenteismo di Capodanno: assolta vigilessa

Brutte notizie in vista, per chi sperava di ottenere un po' di giustizia per l'assenteismo nella notte di Capodanno del 2014, nel comune di Roma. Grazie ad un cavillo, una vigilessa si salva.

Cronaca
Pubblicato il 11 febbraio 2017, alle ore 13:26

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Roma, assenteismo di Capodanno: assolta vigilessa
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Piena assoluzione per una vigilessa che si rese rea di assenteismo nella notte di San Silvestro del 2014, nel Comune di Roma. Il motivo per il quale non potrà essere condannata sta nel fatto che la chiamata di reperibilità arrivò prima, rispetto all’orario consentito nel regolamento.

E, non solo non sarà condannata, ma è già pronta la sua richiesta danni, per essere stata messa sotto processo. Insieme a lei, attendono ancora altri 766 colleghi, che sicuramente confideranno nell’avere una sorte simile a quella della collega. Ricordiamo anche che 628 di questi inviarono ai propri comandi di polizia dei certificati medici. Una sentenza-pilota che rende la maxi-inchiesta della Procura, contro l’assenteismo di quella notte, alquanto vacillante.

Il mancato servizio in quella circostanza (stabilito con una percentuale altissima di assenteismo, fino all’83%) fa pensare ad un boicottaggio contro il sindaco di allora, Ignazio Marino, che si era fatto portatore della rotazione obbligatoria degli agenti. Su Facebook, partì una catena che portò nel caos tutte le strade della capitale. Arrivarono diversi certificati medici. Da qui, iniziano gli accertamenti, e le indagini per truffa.

Fino ad arrivare ad oggi, quando la prima imputata è stata assolta grazie a un cavillo del regolamento. Se fosse stata giudicata colpevole dei reati a lei imputati, sarebbe stata condannata ad una pena pari ad 8 mesi, per la sua assenza ingiustificata. Ora, il panorama per i suoi 16 colleghi, che aspettano una sentenza, è stato molto modificato. Senza dubbio, tutti staranno cercando, insieme ai propri avvocati, un escamotage per uscire da questa storia in maniera più indolore possibile. La domanda che tutti ci poniamo è questa: è davvero giusto che una persona, che si è resa colpevole di un’infrazione ad una legge, non venga punita per un cavillo commesso da altri, e non influente direttamente sul suo comportamento?

Purtroppo, ogni risposta che verrà data non cambierà la sentenza: anzi, dobbiamo precisare che la suddetta vigilessa avrà anche modo di richiedere i danni per l’ingiusta indagine sul suo conto.

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Cosa ne pensa l’autore

Cristina Giuli - Non credo che sia giustificabile questa assoluzione, ma che sia inevitabile viste le motivazioni. Diciamo che un bel colpo di fortuna ha contribuito a rendere libera una vigilessa che, secondo il mio parere, non avrebbe dovuto usufruire di nessuno sconto, ma affrontare le proprie mancanze indipendentemente da ciò che poteva stabilire la legge. Esistono questi cavilli, e gli avvocati li usano spesso per la gioia dei propri assistiti. Penso anche che se tutti facessero il loro dovere, rispettando leggi, i cavilli non potrebbero essere di certo usati.

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Commenti
Alessandra Sigone

13 febbraio 2017 - 11:37:34

Con la crisi che c'è, queste cose non dovrebbero accadere

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