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Ragusa: pompieri volontari appiccavano il fuoco per percepire compensi

Quindici pompieri sono indagati per truffa ai danni dello Stato, incendiavano i boschi per recarsi subitamente a spegnere le fiamme percependo l'indennità

Cronaca
Pubblicato il 8 agosto 2017, alle ore 00:26

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Ragusa: pompieri volontari appiccavano il fuoco per percepire compensi
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Il caldo record di questi giorni, l’anticiclone africano protagonista, il termometro che supera 40°C , numerosi incendi, soprattutto nel Sud Italia, hanno concorso alla progettazione di una truffa vergognosa: una squadra di 15 pompieri ausiliari è indagata per truffa, appiccavano il fuoco e simulavano richieste di soccorso al 115 per guadagnare 10 euro l’ora, la paga che lo Stato elargisce ai volontari dei Vigili del fuoco. Il capo del gruppo è stato arrestato e messo ai domiciliari.

Le indagini svolte dalla Squadra Mobile di Ragusa sono principiate dopo una segnalazione del comando dei Vigili del Fuoco: i quindici erano in servizio nel distaccamento di Santa Croce Camerina. Le indagini effettuate dalla Procura hanno acclarato che, durante il turno come volontario, il capo del gruppo, grazie alla complicità dei colleghi, si recava ad appicare incendi: a seguire i suddetti intervenivano con l’autobotte per spegnere i roghi e incassare l’indennità.

Operavano con tre diverse modalità: oltre alla diretta azione del caposquadra, che appiccava gli incendi personalmente, agivano simulando interventi dopo aver fatto segnalazioni alla centrale operativa del 115, inoltre parenti e amici complici contribuivano eseguendo segnalazioni fasulle.

Le intercettazioni effettuate negli uffici della polizia di Ragusa hanno confermato le accuse: “Sanno che abbiamo dato fuoco. Loro sanno tutto, sanno che abbiamo dato fuoco”. Le evidenti atipicità registrate durante il turno degli indagati hanno insospettito la procura: gli interventi, durante l’attività dei 15, erano sempre numericamente rilevanti. Durante il turno di D. venivano effettuati addirittura 120 interventi contro i 40 che solitamente avvenivano in altri orari.

In questa estate segnata da violentissimi roghi, che attanagliano tutta Italia, distruggendo ettari di vegetazione, la figura di questi particolari piromani per profitto risulta ancora più odiosa e intollerabile: la complicità di chi sapeva ed ha attivamente concorso fa comprendere l’ambiente ove tale evento ha avuto corso, l’assetto mafioso dei partecipanti.

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Chiara Lanzini - Per percepire quell'indennità erano disposti a sacrificare ettari di vegetazione, a rischiare disastri ambientali, a mettere in pericolo le persone. I parenti collusi aiutavano tranquillamente i suddetti delinquenti come fosse normale e giusto permettergli di percepire la paga agognata. Per fortuna la loro piromania a gettoni è stata bloccata, almeno per adesso.

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