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Prestito ad usura: madre e figlio in manette

Tutto è accaduti ad Este tra moldavi. Minacce di morte, di sequestro dei figli. Il prestito di 10 mila euro è lievitato a 23 mila euro. Il coraggio della denuncia ha posto fine alle intimidazioni.

Cronaca
Pubblicato il 8 agosto 2017, alle ore 13:00

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Prestito ad usura: madre e figlio in manette
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Pur di “riscuotere” il denaro di una coppia moldava, avevano persino minacciato di sequestrarne i figli. Prima ancora avevano minacciato di bruciare la casa dove la famiglia viveva, di investirli con l’auto se trovati per strada e infine che sarebbero stati raggiunti da due sconosciuti che li avrebbero colpiti violentemente.

Tutto questo stava succedendo ad Este, una cittadina poco distante da Padova. Qui molte famiglie di moldavi hanno trovato casa e lavoro. Qualcuna però per “piantarsi” ha pensato di chiedere denaro a prestito, somma che se non restituita nei tempi e con gli interessi stabiliti ha conseguenze estreme. Il prestito ad usura è avvenuto tra connazionali, evidentemente alla base del prestito c’era un sentimento di “vicinanza”, di mutuo aiuto, ma qualcosa non ha funzionato e sono partite le minacce.

I carabinieri della Stazione di Este, dopo aver accolto la denuncia, hanno posto fine allo strazio di questa famiglia moldava e arrestato, domenica mattina, Larisa Cupcea e Ion, madre e figlio, moldavi anche loro e residenti a Este. Sono stati accusati di usura ed estorsione continuata in concorso. I due spregiudicati usurai dopo aver prestato 10 mila euro, avevano attuato una serie di minacce piuttosto pesanti ed intimidazioni verso i connazionali debitori. 

La somma inizialmente era stata prestata a un tasso di interesse del 7 per cento, non riscossa nei tempi stabiliti era lievitata ed aveva raggiunto interessi tali da portarla a richiedere 23 mila euro in cambio dei 10 mila iniziali. Non avendo il denaro per far fronte alla nuova richiesta, la coppia beneficiaria del prestito è stata sottoposta per lunghi mesi ad atti di crudeltà, culminati anche con la minaccia del sequestro dei loro figli.

Dalla denuncia è partito l’intervento dei carabinieri della stazione di Este: Ion Cupcea si trova ora nel carcere di Rovigo, mentre Larisa, la madre si trova a Verona.

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Cosa ne pensa l’autore

Marilena Carraro - Quando passo davanti al Palazzo del Monte di Pietà Nuovo, a Padova, palazzo costruito da un usuraio nel medioevo, penso sempre che l'usura è cosa d'altri tempi o che, almeno qui da noi, non esiste. Poi leggo queste notizie su giornali locali e mi sento un po' sconfitta e un po' sollevata per il coraggio che questa coppia ha avuto nel denunciare.

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