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Pordenone: Katia morta schiacciata dalla propria auto

Katia Matteo è morta per un insignificante disattenzione che ha innescato la tragedia. Il freno a mano non tirato ha fatto muovere l'auto che, prendendo velocità, l'ha schiacciata.

Cronaca
Pubblicato il 15 febbraio 2017, alle ore 11:42

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Pordenone: Katia morta schiacciata dalla propria auto
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Katia Matteo, una trentottenne di Pordenone, è morta a causa di una disattenzione banale che ha innescato una serie di eventi drammatici. La donna, impiegata al Centro logistica distributiva Spedizioni internazionali, viveva al civico 24 di via Tessura a Pordenone.

Alle 8.23 del 14 febbraio ha chiamato la madre Francesca prima di recarsi, come sempre, al lavoro: è scesa in garage, ha spostato in cima alla rampa il fuoristrada Toyota Land Cruiser Vx Turbo, imprestatogli dalla madre perchè la sua auto era in officina, ha messo il cambio in folle lasciando il motore acceso per farlo scaldare. Katia, attraverso le scale interne, è tornata un attimo nell’appartamento sito al primo piano.

In un lampo un rumore preoccupante ha infranto il silenzio, il fuoristrada ha incominciato a muoversi verso il cancello, dirigendosi in via Tessura. Katia è corsa velocemente appresso al veicolo cercando di bloccarne la corsa prima che si inserisse in strada. L’auto però, retrocedendo, ha acquisito velocità, e la donna dietro la Toyota, indietreggiando, non ha percepito la vicinanza del muretto. Il fuoristrada l’ha schiacciata contro il muro, provocando l’arresto cardiaco.

Valentino Santarossa, un vicino di casa, uscendo per recarsi al lavoro, è corso in soccorso di Katia praticando un massaggio cardiaco in attesa dei soccorsi, mentre la moglie telefonava alla madre della povera donna. Alle 8.30 il 118 è giunto sul luogo della tragedia, ogni tentativo di rianimazione è stato vano, schiacciamento toracico troppo esteso e duraturo. Katia è stata trasportata all’ospedale di via Montereale; il decesso, purtroppo, è avvenuto dopo poco. I carabinieri sono intervenuti in via Tessura per ricostruire la dinamica dell’incidente. L’impatto del veicolo è avvenuto in corrispondenza dello spigolo posteriore sinistro della Toyota.

Lo spazio percorso dal mezzo è stato di una decina di metri, la rampa ripida, il freno a mano non inserito, hanno fatto acquisire velocità all’auto. La Toyota Vx Turbo del 1989, di proprietà della madre di Katia, è stata posta sotto sequestro. Il procuratore Federico Facchin ha aperto un’inchiesta, un ingegnere ausiliario di polizia giudiziaria eseguirà una consulenza tecnica per valutare il funzionamento dell’impianto frenante. Il magistrato ha disposto inoltre l’autopsia, eseguita nel pomeriggio di ieri.

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Cosa ne pensa l’autore

Chiara Lanzini - Un giorno come tanti, un semplice atto, stupido, ripetuto nel tempo, attiva una concatenazione di eventi funesti. Talvolta non prestiamo attenzione alle azioni che compiamo meccanicamente, vinti dalla frenesia che permea le nostre vite, illudendoci che i pericoli siano sempre lontani. La storia di Katia fa ben comprendere come occorra sempre essere vigili, un secondo speso può salvarci la vita. Presa dalla furia del tempo, non ha inserito il freno a mano, azione non inesorabile in circostanze diverse, fatale in quel momento.

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Commenti
Fabrizio Ferrara

15 febbraio 2017 - 12:34:36

Un attore della nuova saga di Star Trek è morto quasi nello stesso modo. Pazzesco.

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