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Pisa, bambina di 3 anni trovata morta. Arrestato il compagno della madre

Una bambina di 3 anni è stata trovata morta a Pisa. Il cadavere, rinvenuto all'interno dell'abitazione dove viveva la piccola, evidenziava forti segni di percosse. Gli inquirenti hanno arrestato il compagno della madre.

Cronaca
Pubblicato il 28 aprile 2016, alle ore 12:15

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Pisa, bambina di 3 anni trovata morta. Arrestato il compagno della madre
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Una bambina di soli 3 anni è stata trovata morta a Calambrone (Pisa), all’interno dell’abitazione nella quale viveva insieme alla madre ed al compagno di lei. L’uomo, un serbo di 33 anni, è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di maltrattamenti in seguito alla macabra scoperta; il cadavere della piccola mostrava infatti chiari ed inequivocabili segni di percosse.

Il fidanzato della madre risulta ad oggi essere l’unico indagato per la tragedia, e si trova ora all’interno del carcere “Don Bosco“, nel quale è stato trasferito in seguito ad un interrogatorio durato tutta la notte. La madre è stata invece trasportata presso un centro ospedaliero, e si trova ancora in stato di shock.

La donna, una 33enne di origini sudamericane, viveva in condizioni disastrate insieme al compagno ed alla figlia in un locale abbandonato che un tempo era stato una pizzeria; ora adibito ad alloggio di fortuna. Dopo l’arresto dell’uomo, è emerso che l’indagato fosse già noto alle forze dell’ordine: era stato infatti segnalato per furto.

Stando alla ricostruzione degli eventi offerta dagli inquirenti, il 33enne picchiava abitualmente sia la compagna sia la bambina, come testimoniato dalla stessa donna. La piccola non era figlia sua, ma era stata concepita dalla donna in una precedente relazione con un uomo italiano, dal quale si era poi separata.

Ora il cadavere della bambina è stato trasportato presso un istituto di medicina legale, in attesa dell’autopsia che dovrà confermare o meno se sia stato proprio l’uomo ad ucciderla, ammazzandola letteralmente di botte.

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Cosa ne pensa l’autore

Filippo Di Stefano - Che dire, una tragedia come purtroppo se ne vedono tante. Io mi domando sempre, quando mi trovo di fronte a fatti di questo genere, cos'abbiano da fare tutto il giorno quelli dei servizi sociali. Perché ci sono storie che fanno veramente accapponare la pelle non soltanto per il disagio della situazione familiare, che quella è la parte meno raccapricciante; no. La cosa più orrenda è la reazione dei servizi sociali che talvolta restituiscono "sulla parola" i bambini a genitori depravati, della serie "io te lo ridò ma tu non lo picchiare più in testa con la spranga eh? Guarda che ci conto!"; altre volte, molto più pilatescamente, se ne lavano le mani sin dal principio e "vaya con dios". E non di rado 'sti bambini ci vanno, letteralmente. Come in questo caso.

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