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Papa Francesco: “Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce”

Il 15 gennaio è la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato: al cuore del messaggio di Papa Bergoglio, i minori rifugiati. Una tavola rotonda, moderata da Ivan Maffeis, presenta il tema e le iniziative

Cronaca
Pubblicato il 11 gennaio 2017, alle ore 16:06

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Papa Francesco: “Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce”
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È stato presentato in questi giorni il messaggio di Papa Francesco, in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Già il titolo, “Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce“, dice dove il Santo Padre punta l’attenzione.

Sono state presentate anche le varie iniziative della Chiesa italiana per domenica 15 gennaio 2017.

Tra i relatori che hanno commentato il testo del Santo Padre, Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, che ha chiesto, a nome dei vescovi italiani, leggi e normative per i migranti, come “un titolo di soggiorno come protezione umanitaria o come protezione sociale per giovani uomini e donne che, da oltre un anno, sono nei Cas e nei centri di prima accoglienza”. Sono molti gli immigrati aventi diritto a un “titolo di soggiorno”: li individuiamo in tutti coloro che sono avviati a un percorso di scolarizzazione, che sono disponibili a lavori socialmente utili, o che sono già in possesso di un contratto di lavoro. Così, pure, chi ha fatto un’esperienza di servizio civile, o è portatore di grave disabilità, di trauma, o si trova in fuga per un disastro ambientale, come pure a causa del terrorismo.

In sostanza, Galantino chiede di “Ripartire dalla legalità” come atto di intelligenza politica. Le leggi contro lo sfruttamento lavorativo, e il caporalato, sono in contraddizione con la chiusura alle vie legali d’ingresso in Italia, che continuerà a generare “un popolo di irregolari”, poi sfruttati nel lavoro nero, che spesso sfocia nella violenza. I minori soli, che hanno concluso il primo ciclo scolastico, hanno diritto ad avere la cittadinanza, e l’inclusione e l’integrazione vanno favorite. Il presule ha chiesto leggi che tutelino i minori soli, affinché vengano affidati a famiglie, e non lasciati in orfanotrofi. Si tratta di “scrivere una nuova pagina del nostro welfare sociale”, ha affermato con forza il segretario della Cei.

Guerino Di Tora, presidente della commissione episcopale per le migrazioni e della Fondazione Migrantes, e vescovo ausiliare di Roma, ha dato il suo apporto mostrando nei minori migranti il futuro della società. Sono chiamati, insieme agli altri giovani, a costruire un mondo nuovo: ricco di umanità e di pace. Oggi, non possono fare esperienza di questo mondo, perché chiamati a nascondersi e a fuggire. La fede ha bisogno di opere concrete per essere vera: le migrazioni – l’ha detto il Papa nella lettera e l’ha ripetuto Di Tora – sono un’occasione che il cristiano non può trascurare, se vuole vivere una fede vera.

Il direttore generale della Fondazione Migrantes, monsignor Gian Carlo Perego, è intervenuto facendo una lettura sulla crescita esponenziale dei minori arrivati soli in Italia. Questa costituisce “un tassello importante della crescita di un futuro”, che deve avvenire nel dialogo interculturale, capace di rifiutare ogni forma di esclusione o provvisorietà sociale. La cittadinanza, per queste nuove generazioni, è il punto di partenza di un cammino responsabile e partecipativo. Il ‘capitale umano’, presente nel nostro Paese al 1° gennaio 2016, conta 1.085.274 minori immigrati: va valorizzato.

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Marilena Carraro - "Accogliere" è una parola bella, positiva. Se, poi, a questa parola aggiungiamo "i piccoli", allora ci ritroviamo anche in sintonia con il Vangelo: "Chi accoglie uno di questi piccoli, accoglie me". La bellezza dei significati che si manifestano nelle parole, non ci sottrae dalla fatica dei significati stessi. Accogliere significa essere aperti, disponili, fare spazio, credere negli altri, avere fiducia, e tutto questo non sempre è facile. Eppure, l'umanità va avanti proprio così a colpi d'ala umanitari. Prendere il volo è difficile, ma poi... si vola.

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