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Torino

Oggi, per non dimenticare, l’incendio del cinema Statuto di Torino

Dobbiamo alimentare la nostra memoria, oggi 13 Febbraio va ricordato e tramandato ciò che successe il 13 Febbraio 1983 al cinema di Torino. Una tragedia che, sebbene fece unicamente 64 vittime, non deve essere dimenticata.

Cronaca
Pubblicato il 13 febbraio 2017, alle ore 23:57

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Oggi, per non dimenticare, l’incendio del cinema Statuto di Torino
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Quel giorno in sala non c’era “nessuno”, solo un centinaio su una capienza di 1200 posti… evidentemente il film “La capra” con Gérard Depardieu non aveva avuto molto successo… e sicuremante è stato meglio così.

Apparentemente niente era fuori posto, nemmeno una lampadina fulminata, nemmeno un piccolo particolare che potesse far dubitare agli spettatori, per lo più giovani, la sicurezza di quel cinema. E all’improvviso una fiammata, seguita da uno strano rumore come l’accensione improvvisa di una stufa; da lì le cose andarono svelte.

Il cortocircuito infiammò una tenda che – cadendo – colpì le ultime file, da lì in poi fu solo velocità e terrore. Solo i più svelti e fortunati riuscirono a passare dall’uscita di emergenza collocata dietro all’ultima fila, per gli altri fu troppo tardi.

Tutte le restanti persone si buttarono sulle altre sei uscite d’emergenza ma, come chi è vittima di uno scherzo o per un buffo susseguirsi di eventi, le uscite erano tutte chiuse tranne una,  la sola speranza, la sola via di fuga. Peccato che anche le uscite di sicurezza non sarebbero state utili e non avrebbero portato alla salvezza.

I più fortunati riuscirono a raggiungere la biglietteria,  trovarono il direttore – pover uomo – assillato di domande alle quali non sapeva dar risposta. Nessuno spense la proiezione che – come in un film horror – continuava ad andare avanti imperterrita, nessuno accese le luci di sicurezza. Il fumo raggiunse ogni atrio, ogni angolo, ogni organo. Il cinema, ed in particolare le gallerie, divennero camere a gas.

I morti furono tanti, ancora una volta come per uno scherzo, vennero trovati deceduti 31 maschi, 31 femmine, 1 bambino, 1 bambina.

La domanda da porsi è: dinanzi a tali tragedie, di chi è la colpa? Sarebbe giusto addossarla soltanto al proprietario del cinema? Al governo. Ma soprattutto: ha senso trovare il responsabile? La colpa ha valore?

La maggior parte d’Italia incolpò il proprietario che dovette trasferisi da Torino e dichiarò di essere morto anche lui insieme alle 64 vittime in quel cinema.

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Cosa ne pensa l’autore

Mirta Ottone - Ho smesso di chiedermi di chi sia la colpa inanzi a tali tragedie, all'inizio cercavo una persona da rendere colpevole. Poi mi sono resa conto che trovando questa persona i dolori delle vittime, dei famigliari, dei parenti, non sarebbero diminuiti. Ad oggi non credo sia utile cercare una persona alla quale addossare la propria rabbia, ma bisogna interrogarsi su cosa possiamo fare noi nel concreto per non essere colpevoli. Se ignorassi questa tragedia sarei senza dubbio colpevole anche io, se non la ricordassi a voi oggi, sarei colpevole di aver messo questi 64 corpi nel dimenticatoio, che non è molto differente da una camera a gas. Io non voglio far parte della colpa quindi non dimentico.

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