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Milano

Milano è sempre più terra di conquista per i capitali stranieri

Milano è già da diverso tempo oggetto di consistenti acquisizioni straniere. Le eccellenze presenti in quello che è il motore dell’economia italiana fanno gola in particolar modo ai capitali provenienti dall’estremo oriente.

Cronaca
Pubblicato il 20 aprile 2017, alle ore 17:45

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Milano è sempre più terra di conquista per i capitali stranieri
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Stando a quanto emerge da diversi studi e ricerche, Milano continua a rappresentare il motore dell’economia italiana. I migliori risultati occupazionali e produttivi sono da decenni una consuetudine che caratterizza il capoluogo lombardo. Eppure queste performance di tutto rispetto hanno alle spalle delle tinte sempre meno tricolori.

Quella che un tempo era un’isola felice simbolo dell’italianità, oggi continua ad esserlo ma solo di facciata. Andando ad analizzare le fattispecie economiche meneghine, si scopre una realtà che conduce molto lontano dal Belpaese. Da qui bisogna concludere che Milano sta diventando una vera e propria terra di conquista per i capitali stranieri. A portare avanti le maggiori razzie e scorribande economiche sono soprattutto Cina e Qatar.

In questo scenario, oggetto di acquisizioni non sono le piccole e medie imprese, ma i colossi simbolo della metropoli italiana. Milan e Inter sono ormai realtà in mano ai cinesi, così come del resto la Pirelli, passata sotto il controllo di ChemChina. La Rinascente è invece finita tra le mani dei thailandesi della Central Retail Corporation.

Se il derby della Madonnina è orami un derby del Sol Levante, non soprende nemmeno il fatto che l’imprenditoria milanese sia sempre più in mano al signor Hu piuttosto che al signor Rossi. Un cambio di rotta sintomatico di quanto le attività economiche milanesi facciano gola ai facoltosi imprenditori stranieri.

Porta Nuova, nucleo finanziario della città, è invece di proprietà del fondo Qatar Investment Authority. A seguito della restaurazione del quartiere, i qatarioti sono entrati in possesso di 25 edifici, tra cui la celebre Torre Unicredit e il pluripremiato Bosco Verticale.

Da tutto ciò dobbiamo dedurre quanto l’italianità di Milano si stia progressivamente sgretolando. A questo puinto non rimane altro che la Madonnina si iscriva ad un corso di lingue orientali

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Cosa ne pensa l’autore

Antonio Sorice - Quello a cui stiamo assistendo da qualche anno a questa parte è un processo che coinvolge non solo Milano, ma l’Italia intera. Le eccellenza storiche simbolo del nostro capitalismo nel mondo vengono depredate come se fosse shopping durante l’apertura della stagione dei saldi. Milano è maggiormente coinvolta, essendo la città in cui molte realtà produttive hanno stabilito la loro sede. E per gli investitori asiatici il nostro paese è un bocconcino troppo prelibato che non si può lasciar sfuggire. Del resto la globalizzazione significa anche questo.

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