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Palermo

La figlia di Riina chiede il bonus bebè. Il Comune lo nega

I Riina dichiarano di essere nullatenenti, e chiedono aiuto allo Stato: la figlia più piccola di Riina, Lucia, vorrebbe il bonus bebè dal Comune di Corleone. Le è stato negato.

Cronaca
Pubblicato il 18 giugno 2017, alle ore 21:11

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La figlia di Riina chiede il bonus bebè. Il Comune lo nega
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La figlia più piccola di Toto Riina, Lucia, ha chiesto il bonus bebè al Comune di Corleone, sollecitando direttamente il pagamento dell’assegno, perché, poverina, afferma di averne pienamente diritto. Vincenzo Bellomo, il marito, ha ribadito l’istanza. I commissari, che gestiscono l’amministrazione cittadina dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose, hanno ufficialmente rigettato la richiesta. Apparenti motivazioni formali alla base del diniego, la domanda della giovane madre è stata ritenuta incompleta, quella del padre consegnata fuori termine.

L’Inps ha sentenziato che la figlia di Riina non ha diritto all’assegno mensile per i genitori con un reddito minimo. Nelle ultime intercettazioni in carcere, Totò Riina ha detto “(…) se recupero pure un terzo di quello che ho, sono sempre ricco” al compagno dell’ora d’aria, il boss della Sacra Corona Unita, Alberto Lo Russo.

Tre anni fa, sentenziava: “Io ho delle proprietà, queste proprietà metà sono divise ogni mese, ogni mese ci vanno… perché? Perché sanno che è mio nipote… sanno che è mio nipote… queste proprietà sono mie e di mio nipote, metà mia e metà di mio nipote”.

Lucia Riina continua a vivere a Corleone, come la madre Ninetta. Lucia di mestiere fa la pittrice, pubblicizza le sue opere su un sito Internet dove – brevemente – accenna alla sua storia: racconta di essere arrivata nel ‘93 a Corleone, all’età di 12 anni, e illustra come si sia sentita catapultata in un mondo ed una realtà del tutto nuovi. Lucia rivendica la normalità che ha conseguito con il marito: dice di esser riuscita a dare forma e concretezza al suo sogno di bambina, disegnare, e a quello di avere un lavoro onesto, dignitoso, positivo, ed espressivo-creativo.

L’altra figlia di Riina, Maria Concetta, vive con il marito in Puglia. Il figlio Giovanni sta scontando l’ergastolo, mentre Salvo ha l’obbligo di soggiorno a Padova ove promuove il suo nuovo libro, tradotto in Romania e Spagna, “Riina family life”: descrive una famiglia normale, vittima della giustizia. Salvo è attivissimo su Facebook, e scrive post di questo tenore: “Sui cadaveri dei leoni festeggiano i cani, credendo di aver raggiunto la vittoria. Ma i leoni rimangono leoni, i cani rimangono cani” (140 like e 66 condivisioni). 

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Cosa ne pensa l’autore

Chiara Lanzini - La signora ha una bella faccia tosta, dall'arroganza decisamente innata. I Riina - poverini - hanno bisogno d'aiuto, sono alla canna del gas, squattrinati, disperati. Sanno di potersi permettere certi atteggiamenti, non hanno remore, scrupoli: la figlia, come la moglie, vive tranquillamente a Corleone, il figlio scrive le sue memorie, ed il Capo è da due anni in una clinica di lusso.

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