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Roma

Incendio Pomezia, ora è incubo amianto e diossina

Grande apprensione della popolazione per la possibile dispersione nell'aria di particelle tossiche provenienti dall'incendio divampato ieri in una fabbrica di rifiuti speciali. Le fiamme sono state circoscritte, ma non spente.

Cronaca
Pubblicato il 6 maggio 2017, alle ore 19:34

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Incendio Pomezia, ora è incubo amianto e diossina
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C’é ancora grande preoccupazione per l’incendio divampato a Pomezia, in una fabbrica di rifiuti speciali, dove gli uomini dei Vigili del Fuoco sono ancora all’opera per spegnere le fiamme. In ventuno comuni della Provincia di Roma, è stato ordinato di chiudere le finestre. 

La nube nera, complice il vento, si sta spostando nella parte più a sud della capitale. Oltre che per la posizione, la nube sta cambiando anche in termini di colore – da nera è passata ad un grigio chiaro – e si sta abbassando sempre più. I tecnici dell’Agenzia regionale protezione e ambiente – meglio conosciuta con l’acronimo ARPA – hanno fatto sapere che – al momento – non si riscontrano superamento dei livelli di pericolosità, o dati che possano destare particolari preoccupazioni. 

Anche se l’Arpa non ha diramato alcun invito a chiudere le finestre, un comunicato del Campidoglio fa sapere che questa pratica potrebbe essere comunque utile per diminuire la respirazione dell’odore acre che ha inevitabilmente investito tutta l’area. 

Anche se il direttore della fabbrica andata in cenere esclude la presenza di amianto in loco, il comandante dei vigili del fuoco non esclude questa possibilità. La Procura di Roma ha, intanto, aperto un’inchiesta per accertare le cause che sembrano essere dolose. 

La popolazione che vive nelle aeree immediatamente circostanti lamenta già i tipici segni da intossicamento: bruciore delle vie aeree e agli occhi, nausea, difficoltà respiratorie. In particolare, la loro preoccupazione rimane quella dell’amianto e della diossina, e che quest’ultima si sia potuta sprigionare nell’aria. 

La polemica è già divampata, poiché – da molti mesi – la popolazione locale aveva denunciato la pericolosa presenza di rifiuti speciali nel piazzale antistante la fabbrica.

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Tiziana Terranova - Come al solito, le cose in Italia si muovono solo quando succede la tragedia. Anche stavolta, la popolazione del luogo aveva - da tempo - allertato le forze dell'ordine circa la pericolosità dei rifiuti lasciati all'aperto, ma nessuno ha fatto o potuto fare nulla. Ci voleva un disastro ambientale per fare scattare un'inchiesta.

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