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Gli demoliscono la casa e lui muore d’infarto

Anni di sacrifici per costruire la propria casa, ma in un posto dove non era permesso: la Magistratura ha deciso di procedere con la demolizione dell'abitazione. Salvatore - il malcapitato - è morto d'infarto quando ha visto la sua casa ridotta in macerie.

Cronaca
Pubblicato il 20 giugno 2017, alle ore 00:10

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Gli demoliscono la casa e lui muore d’infarto
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Salvatore Garofalo, 64 anni, è stato stroncato da un infarto, sabato scorso, mentre assisteva all’avvio dei lavori per domolire la sua casa abusiva. E’ accaduto in provincia di Salerno, per la precisione a Eboli. Bracciante agricolo in pensione, da poco aveva subito un trapianto di rene e viveva con la moglie grazie ad un sussidio statale.

Abitava insieme a tre nipoti minorenni, in una delle dodici case abusive di Campolongo, su cui si era deciso di intervenire con le ruspe. Dopo la tragedia, il sindaco di Eboli, si è detto addolorato, ma ha difeso così quella scelta, disposta dal Magistrato prima che il comune si esprimesse sulla richiesta di sanatoria. “Abbiamo ereditato – ha detto – un abusivismo edilizio drammatico.

L’avvocato Damiano Cardiello, che rappresenta la famiglia dell’uomo, ha invece usato parole molto dure: “Salvotore è stato vittima di uno stato burocrate e formale“, fa notare, oltretutto, che nell’abitazione in questione, oltre che ad essere la prima ed unica casa del suo difeso, vivevano anche tre minori, senza tralasciare fatto che Garofalo aveva presentato anche una richiesta di concessione in sanitoria.

Nel frattempo si è fermato tutto nelle procedure di abbattimento. Dopo l’accaduto, riportato nelle pagine del quotidiano “Il Mattino”, il Sentaore Ciro Falanga, firmatario del Disegno Di Legge sugli abbattimenti, ha annunciato di volersi dimettere.

Il Senatore aveva annunciato le sue dimissioni già da prima: se non fosse passato il provvedimento che porta il suo nome – che giovedì sarà all’esame della Commissione Giustizia della Camera – si sarebbe dimesso.

Un caso che fa riflettere molto su quanto l’abusivismo edilizio non sempre è sinonimo di “malaffare”.

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Cosa ne pensa l’autore

Francesco Pezzuto - L'abusivismo edilizio è una questione seria. La costruzione di case in luoghi "non adatti", oltre che ad essere uno scempio per il territorio - dal punto di vista della bellezza dei luoghi - può portare a tragedie che, se si fossero rispettate le regole, non sarebbero mai avvenute - basta vedere le alluvioni, frane, etc. -. Bisogna tener presente che comunque, in molti altri casi, l'abusivismo è per una questione di sopravvivenza. Con questo non voglio dire che sia giusto, anzi tutt'altro; ma credo che, prima di procedere alla demolizione di un'abitazione, bisogna valutare caso per caso e, nell'eventualità, trovare una soluzione alternativa.

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