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Firenze

Forteto, Rodolfo Fiesoli fa il "chierichetto" in chiesa

Il profeta Fiesoli, condannato in appello a quindici anni e dieci mesi di reclusione per violenze sessuali e maltrattamenti ai danni di ragazzi e bambini affidati alla comunità il Forteto, fa il chierichetto.

Cronaca
Pubblicato il 3 maggio 2017, alle ore 14:30

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Forteto, Rodolfo Fiesoli fa il "chierichetto" in chiesa
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La comunità agricola “Il Forteto”, nella provincia di Firenze, è stata creata nel 1977 da Rodolfo Fiesoli e Luigi Goffredi con l’intento di essere una comunità produttiva e alternativa alla famiglia tradizionale, seguendo i passi di don Milani e delle teorie di Gian Paolo Meucci.

Per decenni, tra le colline del Mugello, si è consumato l’orrore, abusi, violenze, potere e ideologia, ragazzi e bambini in balia di mostri, le istituzioni consapevolmente cieche fino a farsi complici.

Fiesoli ed il suo braccio destro Luigi Goffredi vengono arrestati e, nel 1985, condannati in via definitiva per “libidine violenta, corruzione di minorenne, e maltrattamenti”: non vengono confermate le spedizioni punitive contro genitori, confermati gli abusi sessuali su due disabili affidati, e violenze psichiche contro un ragazzo di quindici anni.

In un paese normale, i due sarebbero finiti in galera, e il Forteto chiuso: non nella Toscana rossa ove la storia, incredibilmente, va avanti. Nonostante la condanna di Fiesoli, i giudici minorili continuano ad affidargli direttamente ragazzi minorenni e bambini.

Nel 2012, nuove denunce e un nuovo processo, conclusosi nel giugno 2015, condannano Fiesoli a 17 anni, Goffredi a 8, e altre 14 persone della cooperativa a pene fino a 8 anni, per violenze sessuali e maltrattamenti ai danni di ragazzi e bambini affidati. In appello, il Fiesoli è stato condannato a quindici anni e dieci mesi di reclusione. 

Il 76enne Fiesoli, in questi giorni, è stato fotografato in una chiesa nel territorio di Pelago, mentre aiuta un sacerdote nella funzione della messa, raccoglie le offerte, dinnanzi ai ragazzini che ricevono il sacramento della Comunione. Il guru del Forteto è libero di frequentare la chiesa, attivo e partecipe nelle attività della parrocchia.

Rodolfo Fiesoli vive nel piccolo comune della Valdisieve, il padre padrone del Forteto è tornato al suo antico amore: la chiesa. La spiritualità era il suo mezzo per esercitare potere sui ragazzini del Forteto, plasmandola a seconda delle esigenze: secondo la liturgia del Forteto, promulgata dal profeta Fiesoli, le stanze della comunità, ove avvenivano gli abusi, erano sacre.

Gli adepti della comunità-setta, lo zoccolo duro, erano un gruppo di giovani che frequentava la parrocchia della Querce, a Prato: Fiesoli era il più anziano, carismatico e istrionico. La parrocchia lo mandò via, lo seguirono i fedelissimi. In una convention davanti al pubblico di Palazzo Vecchio, si vantò delle sue amicizie eccellenti tra il clero, dicendo di conoscere don Milani. In quel suo intervento a Palazzo Vecchio, davanti ad un eccitato Renzi sindaco, aveva entusiasmato i presenti narrando gli incontri con La Pira, il sindaco santo, e don Bensi.

Fiesoli siedeva nel consiglio d’amministrazione dell’Istituzione che Vicchio aveva dedicato al prete di Barbiana, ed era una presenza fissa alle marce annuali. 

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Cosa ne pensa l’autore

Chiara Lanzini - La storia del Forteto, prima della ribalta nazionale, era nota a molti che appoggiavano l'operato del santone Fiesoli per interesse e connivenze di vario tipo. Un clima omertoso e di negazione cingeva la comunità: le vittime, per lungo tempo, sono state accusate di essere dei mitomani. Perché un parroco prende un mostro come chierichetto?

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Commenti
Fabrizio Ferrara

03 maggio 2017 - 14:31:59

Pazzesco.

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