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Festival di Sanremo: la protesta dei lavoratori TIM

Dietro lo sponsor di Sanremo si nasconde una verità che non poteva rimanere oscurata. I dipendenti della Tim si sono presentati nella sala stampa di Sanremo per rivendicare i loro diritti.

Cronaca
Pubblicato il 13 febbraio 2017, alle ore 15:04

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Festival di Sanremo: la protesta dei lavoratori TIM
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Noi abbiamo visto la potenza e la bellezza di Sanremo che negli anni ci ha fatto vedere numerosi ospiti non solo della musica ma anche di altri settori d’importanza. Abbiamo notato lo sponsor ufficiale della Tim che era sempre presente durante il festival, tanto che in una serata abbiamo ritrovato il famoso ballerino della Tim presente sul palco dell’Ariston a divertirsi insieme ad altre persone come nella pubblicità.

Purtroppo, c’è una realtà che va oltre l’immagine del ballerino felice, una realtà che ci viene raccontata da un gruppo di dipendenti della società Tim che rivendicano la verità sulla situazione aziendale.

Dopo le manifestazioni in piazza, i lavoratori entrano nella sala stampa di Sanremo per raccontare la storia della loro azienda e le problematiche irrisolte, anzi peggiorate negli ultimi tempi. Infatti, da tempo i dipendenti si sono stancati di essere usati da una multinazionale che una volta era italiana e, per questo, si sono rivolti ai sindacati per protestare contro una situazione contrattuale incerta. Sapere che l’azienda ha gravi problemi finanziari e poi vedere il logo della Tim anche in televisione, specialmente a Sanremo, di certo non ha tranquillizzato le anime dei dipendenti della società.

Dallo sponsor visionato da milioni di persone nasce la lettera che uno dei dipendenti della Tim ha letto in presenza dei giornalisti: “Non potevamo stare in silenzio e guardare il festival di Sanremo dal divano di casa, sapendo che si fa con i nostri soldi. E allora siamo venuti qui a cantare la nostra canzone stonata”.

La gente si è stancata da quando la Telecom fu privatizzata per poi passare nelle mani della Francia, garantendo il successo solo di poche persone che hanno portato l’azienda ad un taglio finanziario di 2 miliardi di euro (parte di questi soldi saranno usati per garantire un premio ai dirigenti).

La situazione peggiora quando il 6 ottobre viene comunicato ai sindacati e all’RSU che dalla data 1 febbraio di quest’anno non sarebbe più stato valido il contratto aziendale, un contratto frutto di decenni di lotte e mediazioni con l’azienda, che garantiva ai lavoratori di Tim diritti e salari.

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Cosa ne pensa l’autore

Nicola Fanelli - Per garantire una bella e sana immagine di una società spesso si nascondono le problematiche interne e questo è un chiaro esempio. Da tempo i lavoratori della Tim si ritrovano in questo problema dei contratti come tante altre società e aziende che lottano per i diritti anche contro le multinazionali. Per questi dipendenti è un inferno che vivono ogni giorno e vedere il logo della loro azienda pure a Sanremo di certo non li ha tranquillizzati. Infatti c'era bisogno di fare chiarezza alle persone che la Tim presenta due facce: una è quella che vediamo in tv dove la pubblicità ci rappresenta la felicità tramite un ballerino e l'altra è la situazione reale lavorativa a cui vengono sottoposti i dipendenti.

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