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Venezia

Doppio delitto a Mestre: assassino reo confesso

Ha invitato a cena la ex e il suo nuovo compagno e, dopo averli drogati, li ha uccisi. Un omicidio passionale premeditato, quindi, pare profilarsi dai primi accertamenti.

Cronaca
Pubblicato il 19 giugno 2017, alle ore 08:49

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Doppio delitto a Mestre: assassino reo confesso
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Un insegnante cinquantenne sarebbe l’artefice del duplice omicidio di una coppia avvenuto in un’abitazione nella periferia di Mestre, nel veneziano. La lei sarebbe una venticinquenne di origini russe, con cui l’insegnante avrebbe avuto una relazione a seguito della quale avrebbero mantenuto comunque rapporti di frequentazione amichevole, tanto che lei ha pensato di poterci andare a cena col suo nuovo compagno.

Quello che è accaduto nell’abitazione, dall’ora di cena alle tre del mattino, quando l’uomo in evidente stato confusionale ha chiamato il 113 chiedendo di intervenire e confessando il duplice omicidio, è tutto da accertare.

L’omicida avrebbe tentato di narcotizzare i due malcapitati ma, poi, come si sia sviluppato il tutto è molto confuso ed in fase di accertamento.

Determinanti di certo saranno, per capire esattamente la dinamica dei fatti, le dichiarazioni che il reo confesso potrebbe fare agli inquirenti benché pare che, al momento, si sia avvalso della facoltà di non rispondere.

La polizia scientifica cercherà comunque riscontri sul luogo e poi dovrà confermare il movente che, al momento, pare essere passionale. Certa pare essere la premeditazione, vista anche la sostanza narcotizzante usata per stordire i due sventurati.

La ragazza sarebbe stata soffocata e ritrovata in camera da letto. Il compagno di lei, ucciso a colpi in testa, invece, sarebbe stato ritrovato in sala da pranzo. 

I vicini, nessuno dei quali pare abbia sentito nulla, si dicono stupefatti in quanto a loro l’insegnante sembrava una persona molto educata, riservata e, soprattutto, mite, benché sempre sola e, forse, la solitudine può averlo portato a compiere questo folle atto estremo.

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Cosa ne pensa l’autore

Maria Guerricchio - La solitudine spesso brucia il cervello anche di persone insospettabili, portandole a compiere gesti folli. La povera ragazza non deve aver percepito questo disagio e questa morbosità nei suoi confronti, altrimenti non avrebbe di certo accettato di andare a cena in casa di colui che, forse, erroneamente, credeva ormai un amico.

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