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Venezia

Condannato l’imprenditore che non si è mai interessato della figlia

Si conclude con una sentenza severa per un imprenditore 53 enne di Gazzo Veronese che non ha mai voluto riconoscere e tanto meno mantenere la figlia nata da una relazione con una trentenne veneziana.

Cronaca
Pubblicato il 11 marzo 2017, alle ore 21:47

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Condannato l’imprenditore che non si è mai interessato della figlia
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La storia di questa bambina è una dura storia iniziata nel 2010, quando è nata. Il padre non si è mai interessato di lei, tantomeno del suo mantenimento.

La piccola è nata dalla relazione dell’uomo con una trentenne di Venezia, poi trasferitasi in provincia di Treviso. L’uomo, un imprenditore di 53 anni, che risiede a Gazzo Veronese, è stato condannato dal Tribunale: 9 mesi di reclusione, 900 euro di multa e inoltre dovrà pagare un risarcimento di 10 mila euro per danno morale provocato alla trentenne madre della piccola, che ha sempre dovuto occuparsi della piccola da sola, per ogni suo bisogno.

Il giudice ha deciso di subordinare la sospensione condizionale della pena all’effettivo pagamento dei 10 mila euro entro i sei mesi dal passaggio in giudicato della sentenza. Massimo Stefanutti, l’avvocato di Venezia che è riuscito ad ottenere il riconoscimento dei diritti della propria assistita, ha commentato così la sentenza: “Una decisione severa, che deve essere di monito nei confronti dei padri inadempienti”.

L’imputato, si era già sposato due volte e nell’ambito matrimoniale aveva avuto altri figli, ma della bambina nata durante la relazione con la trentenne veneziana, non ha mai voluto saperne.

Quando il Tribunale per i minorenni lo aveva riconosciuto padre della bambina, non ha voluto rispettare la sentenza, così pure non l’ha rispettata quando il Tribunale civile gli ha imposto il pagamento dell’assegno di mantenimento di 300 euro al mese, insieme al contributo per le spese di asilo nido, in modo da venire incontro alla madre nel prendersi cura della bambina.

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Cosa ne pensa l’autore

Marilena Carraro - Questa è una storia che m'intristisce il cuore. Prima ancora che per tutto quello che i tribunali hanno detto e pronunciato, m'intristisce per la situazione della bambina che non si è vista riconoscere dal padre e non ha potuto godere di una presenza tanto preziosa e necessaria nella vita di ciascuno.

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