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Colpito al cuore con la sparachiodi

Si è piantato un chiodo nel petto con la sparachiodi, colpendosi direttamente al cuore. Eugene Rakow è vivo per miracolo.

Cronaca
Pubblicato il 21 ottobre 2013, alle ore 09:32

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Colpito al cuore con la sparachiodi
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Si è piantato un chiodo nel petto con la sparachiodi, colpendosi direttamente al cuore, mentre lavorava alla costruzione di una pedana in legno.

È successo ad Eugene Rakow, un uomo fortunato, che nonostante i 5 centimetri di ferro conficcati nel petto è sopravvissuto alla disavventura.

Rakow si è appoggiato con tutto il peso sul piano di lavoro per concludere la sua attività di bricolage, non accorgendosi di avere ancora il dito sul grilletto, il quale è scattato quando l’attrezzo era rivolto al petto.

La ferita, come lui stesso racconta non ha provocato subito grande dolore, destando preoccupazione soltanto dal momento in cui è zampillato sangue. L’uomo, soccorso prontamente dalla squadra emergenze della sua località, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale dove ha subito immediatamente l’intervento di asportazione del chiodo.

I dottori lo hanno candidato ad uomo più fortunato dell’anno dato che lo sterno ha rallentato la corsa del ferro – non di sicuro lenta, data la pressione con la quale agisce la sparachiodi – verso il suo cuore, impedendo allo stesso di raggiungere un paio di millimetri più in profondità l’arteria coronaria. Millimetri vitali.

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