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Milano

Cinque anni fa uccise un vigile: nomade affidato ai servizi sociali

Remi Nikolic travolse con un’auto rubata l’agente di polizia locale Niccolò Savarino. Il Tribunale per i minorenni di Milano sentenzia che è pronto per l'integrazione sociale.

Cronaca
Pubblicato il 13 luglio 2017, alle ore 10:03

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Cinque anni fa uccise un vigile: nomade affidato ai servizi sociali
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Il rom Remi Nikolic, nato in Francia ma di origine serba, solamente 5 anni fa – nel gennaio del 2012 – uccise, travolgendolo con un suv rubato, l’agente di polizia locale Niccolò Savarino, di 42 anni. Non era ancora maggiorenne, venne arrestato due giorni dopo in Ungheria: aveva fornito una delle sue false identità, Goico Jovanovic. I tanti documenti falsi avevano reso complessa la certificazione anagrafica del giovane: la madre confermò che aveva 17 anni.

I Pm aveva chiesto 27 anni per omicidio volontario, confermati dapprima 16, poi 8.  Il Tribunale per i Minorenni di Milano ha accolto l’istanza dell’avvocato David Russo, affidamento ai servizi sociali. Nikolic, adesso ha 23 anni, è stato condannato in via definitiva per omicidio volontario a 9 anni e 8 mesi.
Nel carcere minorile Beccaria di Milano il ragazzo ha studiato, ha conseguito il diploma di scuola media inferiore e la qualifica triennale di operatore del legno, ha partecipato ad una serie di attività formative lavorando all’esterno in un’associazione teatrale.

Il Tribunale dei minorenni, presieduto da Emanuela Gorra, dice: “La misura dell’affidamento in prova al Servizio Sociale rivelarsi utile per favorire il processo di integrazione sociale del condannato e nel contempo impedire la commissione di ulteriori reati”.

Il Tribunale dei minori ha scommesso sul recupero del ragazzo, durante il processo erano state concesse ulteriori attenuanti generiche per il contesto familiare ove era cresciuto, adulti pregiudicati, era nato in carcere, era analfabeta: frequentando un ambiente lavorativo e artistico ha avuto la sua occasione di recupero. Durante l’affidamento ai servizi sociali svolgerà la sua attività di attore nell’associazione, alloggiando in un appartamento offerto, a titolo gratuito, dal socio fondatore dell’associazione e dovrà proseguire i colloqui psicologici e seguire le prescrizioni designate.

L’Assessore alla Sicurezza del Comune di Milano, Carmela Rozza ha sentenziato: “È una vergogna che un efferato assassino possa riprendere una vita fuori dal carcere dopo soli 5 anni. Un crimine estremamente feroce, di una violenza inaudita, con una fuga all’estero per sfuggire alla giustizia“. Il Sindaco Sala ha commentato che è umanamente inaccettabile, comprende e condivide il dolore della famiglia Savarino che dopo tale notizia si sentirà ancora più sola.

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Cosa ne pensa l’autore

Chiara Lanzini - Solamente 5 anni sono un vero affronto, ha ucciso un uomo e ha tentato di sfuggire alle proprie responsabilità scappando all'estero: questi pochi anni sono una congrua pena per far comprendere la gravità del reato commesso? E' sufficiente simulare una riabilitazione, una "guarigione" per cancellare - con un colpo di spugna - l'azione omicidiaria?

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Commenti
Giusy Nania

13 luglio 2017 - 10:06:30

lo trovo assurdo!!!!

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