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Catania, pensionato ucciso: fermati il figliastro e l’amico

Un pensionato, dopo essersi separato dalla giovane compagna, ha deciso di trasferirsi e con lui, anche il figliastro - il figlio della compagna -: lo stesso che poi, la notte scorsa, lo ha ammazzato.

Cronaca
Pubblicato il 6 ottobre 2017, alle ore 23:16

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Catania, pensionato ucciso: fermati il figliastro e l’amico
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E’ stato ucciso con un colpo di fucile alla testa, sparato a casa, dal figliastro di soli 15 anni, che poi, con la complicità di un amico – di 16 anni – avrebbe cercato di far sparire il corpo: dopo averlo avvolto in un lenzuolo, i due lo avrebbero legato e trascinato fuori per poterlo nascondere all’interno di un tombino.

Il fatto è accaduto la notte scorsa in una villetta di Pedara, comune che fa parte della città metropolitana di Catania. La vittima è un pensionato di 71 anni – Domenico Citelli – che dopo la separazione dalla moglie, una giovane donna rumena, aveva deciso di trasferirsi nell’abitazione di Pedara, situata alle pendici dell’Etna. Il figlio della donna aveva scelto di seguirlo e vivere con lui: l’uomo che gli aveva, da sempre, fatto da padre e da amico.

Secondo le testimonianze, negli ultmi tempi però, il rapporto tra i due, era diventato alquanto problematico. Le liti, ormai, erano all’ordine del giorno. In particolare il giovane non accettava le critiche ed i rimproveri per la vita che conduceva: “Senza regole e senza alcun rispetto per niente e per nessuno“. Ieri, forse al culmine dell’ennesima discussione, il ragazzo, alla presenza dell’amico, avrebbe imbracciato un fucile del calibro 12 – arma regolarmente denunciata da parte del pensionato – e fatto fuoco.

I carabinieri, allertati da alcuni vicini, intorno alle 3 di notte, hanno trovato il cadavere del pensionato. Dopo essere risaliti all’identità, durante un’ispezione in casa, hanno ritrovato il fucile. I sospetti sono caduti subito su chi frequentava la villetta e soprattutto su quel ragazzo che spesso litigava con l’anziano patrigno. Portati in caserma, il figliastro e l’amico, avrebbero ammesso la loro responsabilità.

La procura per i minorenni di Catania, per il momento, ha disposto il loro fermo. Entrambi sono accusati di omicidio premeditato aggravato in concorso e occultamento di cadavere.

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Cosa ne pensa l’autore

Francesco Pezzuto - Incredibile quanto, a volte, il vecchio proverbio "fare bene non sta bene" sia veritiero. L'uomo, oltre che a prendersi cura del ragazzo in "presenza" della compagna, ha continuato a crescerlo anche dopo la separazione, accettando di "portarlo" con sé. Quello che è accaduto dopo è la "ricompensa" per tutto il bene fatto... senza parole.

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