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Blue Whale: riconoscere i segnali per prevenire il tragico epilogo

Riconoscere i segnali di questo fenomeno allucinante, che imperversa nelle vite degli adolescenti, potrebbe rivelarsi fondamentale per salvare loro la vita. Vediamo quali sono.

Cronaca
Pubblicato il 19 maggio 2017, alle ore 23:47

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Blue Whale: riconoscere i segnali per prevenire il tragico epilogo
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Si sta spargendo a macchia d’olio questo tremendo fenomeno che ha il nome di “Blue Whale” -Balena Blu- e che conduce, dopo aver completamente spersonalizzato la vittima, al suicidio.
Chi partecipa a questo horror-game, deve sottoporsi a prove estreme per 50 giorni di fila, passati i quali arriva l’ultimo, terrificante, ordine: mettere in pratica l’insano gesto lanciandosi da un palazzo.

Purtroppo, proprio perché il mezzo con il quale si diffonde è internet, diventa praticamente impossibile bloccarlo, ma proviamo almeno a riconoscerne i segnali più evidenti e i sintomi che provoca sui ragazzi che lo praticano.

Innanzitutto, c’è da sapere che il primo segnale evidente è la scritta F57 incisa sul braccio con un rasoio. Questo è il primo ordine che i “giocatori” riceveranno per iniziare il folle percorso.

Se i vostri figli si sveglieranno presto, intorno alle 4 di mattina, e inizieranno a visionare filmati paurosi o ad ascoltare musica, anche questo rappresenta un ulteriore ordine a loro impartito. Inoltre, dovranno eseguire azioni particolari, senza dubbio inconsuete come, per esempio, prendere a schiaffi uno sconosciuto per strada. Tutte azioni che trasformeranno i loro caratteri, e il loro modo di rapportarsi.

Si dovrà verificare, inoltre, se sui profili social dei vostri figli ci siano fotografie che li ritraggono nei pressi di binari del treno o sul tetto di un palazzo.

L’unico vero modo per prevenire o, purtroppo, cercare di curare questa assuefazione, provocata da una droga virtuale che mangia le menti giorno dopo giorno, rimane quello di instaurare un rapporto di fiducia con i propri figli.

Cercare di capire i loro disagi, e approcciarsi con loro evitando di essere “genitori/amici”, ma figure sicure e solide, che potranno aumentare l’autostima dei propri figli.

In un’intervista, la Dott.ssa Mary Petrillo – psicologa, criminologa, coordinatrice del Crime Analysts Team, Docente Master Univ. Niccolò Cusano – ha confermato: “È importante far capire quanto la vita sia bella e preziosa, e che ogni situazione si può superare, perché è la paura che deve ‘essere uccisa’, e non la personaÈ necessario – conclude la dottoressa Petrillo – stare vicino a chi vive un momento di panico e/o smarrimento, e con la propria vicinanza ed umanità si può far superare il panico che porta poi al compimento anche di gesti inconsulti”.

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Cosa ne pensa l’autore

Cristina Giuli - Si spera che si crei un esercito in grado di riconoscere, e prevenire, i primi segnali che potrebbero condurre alcuni giovani a intraprendere questo percorso di dolore, e a concluderlo con il terribile gesto di lanciarsi da un tetto di un palazzo. Non posso immaginare cosa possa spingere un ragazzo o una ragazza a seguire e mettere in pratica certe azioni folli.

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Commenti
Costantino Ferrulli

21 maggio 2017 - 00:06:57

Ho voluto raccontare questa vicenda alle mie figlie adolescenti proprio per far si che possano riconoscere i segnali di questa assurda storia

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