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Il web attacca Steven Spielberg: gli animalisti impazzano per una foto

Insulti, critiche e commenti negativi per Steven Spielberg. Tutto per colpa di una foto

Cinema
Pubblicato il 15 luglio 2014, alle ore 22:50

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Il web attacca Steven Spielberg: gli animalisti impazzano per una foto
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Spesso è comprensibile l’indignazione pubblica davanti a immagini che ritraggono uomini con trofei di caccia uccisi in modo atroce, francamente indignano pure me. Ma, stavolta, gli animalisti e tutti coloro che si sono infuriati scatenando nel web una vera e propria lotta al celebre regista Steven Spielberg hanno preso un granchio.

La foto in questione, postata il 6 luglio da un certo Jay Branscomb, famoso per i suoi scherzi e meme su Facebook, è un ritratto di un giovane Steven Spielberg seduto accanto ad un animale di grossa taglia abbattuto. La foto è stata scattata nel set del famoso film Jurassic Park (1993) e l’animale in questione è un robot a forma di triceratopo. Certo, a prima vista la forma del robot sembra avere simili fattezze di un normale rinoceronte, ma nell’osservare con attenzione la foto è ben comprensibile la differenza.

Possibile che nella fretta di commentare con insulti di ogni genere nessuno abbia prestato la dovuta attenzione al soggetto? Evidentemente no. Dopo più di trentamila condivisioni nel social network, circa seimila animalisti hanno denominato Spielberg come “bracconiere“, “assassino“, “killer”. Peccato che i dinosauri si siano estinti 65 milioni di anni fa e che a quel tempo l’intervento dell’uomo, e quindi anche di Spielberg, fosse assolutamente inesistente.

In quest’epoca di social network, selfie condivisi e cinguettìi vari abbiamo tutti acquistato il permesso di entrare maggiormente nella vita delle persone e di conoscerne le azioni. Questa sete di affari altrui, però, dev’essere gestita. Nulla vieta di conoscere informazioni di portata pubblica, anzi è un nostro diritto; ma, prima del giudizio, molte volte lapidario, che ci è permesso condividere in moltissime piattaforme web è doverosa una curata analisi. E’ giusto battersi per una giusta causa, i diritti degli animali in questo caso, è giusto evidenziare i comportamenti sbagliati dell’uomo, è giusto dare risonanza agli eventi, ma è altrettanto giusto assetarsi sempre e solo con la verità.

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