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Raz Degan, al cinema con "The last Shaman" prodotto da Argentero

‘The Last Shaman" è un film incentrato sulla rinascita spirituale, sulla conoscenza di se stessi per dominare quel male di vivere che non sempre può essere curato con una pillola.

Cinema
Pubblicato il 3 maggio 2017, alle ore 13:57

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Raz Degan, al cinema con "The last Shaman" prodotto da Argentero
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Da cinque anni, Raz Degan sta lavorando al film documentario ‘The Last Shaman”, i produttori esecutivi sono Luca Argentero, Lapo Elkann, John Battsek, Francesco Melzi, Andrea Salvetti, Giancarlo Canavesio, Ran Mor e Ron Rofe. Al momento, è in corso una raccolta fondi su Kickstarter per portare il film sul grande schermo.

L’idea è nata durante un viaggio in solitaria fatto da Raz Degan nel 2010. Si ammalò di polmonite ed il fratello gli consigliò di raggiungere Goa, in India, dove avrebbe incontrato uno sciamano. La descrizione dell’incontro: “Mi chiese di starmene da solo per sei notti a bere del tè. Il secondo giorno, purificando l’infezione e tutto ciò che mi impediva di respirare, correvo sulla spiaggia e sentivo la mia forza vitale di nuovo dentro di me. Durante le cerimonie, ho ripercorso il momento della mia nascita, sono stato trasportato dentro al corpo dolorante di mia madre. Stava lottando contro la depressione da un po’ e volevo aiutarla. (…) Dopo aver visto il cambiamento in mia madre e in me, ho voluto approfondire. Dopo poco ho lasciato l’Italia, ho lasciato il mio lavoro e ho rifiutato le offerte come attore. Sapevo cosa volevo fare. Era il momento di condividere con il mondo, ciò che avevo visto e sperimentato. Così, la mia avventura con il film ha avuto inizio. Con mia sorpresa, 5 anni più tardi, la storia è pronta per essere condivisa”.

Raz Degan ha precisato che l’intento del documentario è dimostrare che i cambiamenti che intendiamo attuare nella nostra anima non possono provenire da un’entità esterna: quello per cui lottiamo risiede, silente, dentro di noi, 350 milioni di persone nel mondo soffrono di depressione, invece altre, vittime di gravi traumi e perdite, riescono ad esser ugualmente felici. Raz ha scelto di parlare del modo in cui le persone vivono e trattano le malattie mentali, in diverse tribù in Sud America.

Ha trascorso quattro anni viaggiando tra queste tribù assistendo a centinaia di pratiche cerimoniali di guarigione: Raz dice di aver compreso che vi è un processo di guarigione interiore, profondo, essenziale, che non può essere venduto in farmacia. Non esiste pillola, posto, persona o cosa esterna a noi, che possa curare ciò che ci flagella all’interno. Uscendo dall’effimero, dalla società, dalla pressione insostenibile, che ci forza a raggiungere e mantenere il successo, potremo capire che esiste un mondo diverso. 
La natura insegna le modalità di guarigione, dobbiamo cercare e riconoscere il potere che abbiamo dentro, capace di farci cambiare.

La trama di ‘The last Shaman’ vede un giovane uomo di nome James deciso a suicidarsi: attorno a lui tutti pensano che sia felice, che abbia conseguito i suoi obbiettivi, che stia vivendo il sogno americano. In realtà James non ha alcun stimolo per vivere, e prima di compiere l’ultimo gesto si ferma. Decide di cambiare, di prendere in mano la situzione e parte per la foresta pluviale amazzonica, nel tentativo di salvarsi. Non conosce quell’ambiente, ricco di pericoli e insidie, sente però quella forza prendere il sopravvento e vuole incontrare uno sciamano: il viaggio diventerà un percorso interiore verso la redenzione. Troverà la consapevolezza delle proprie azioni, raggiungendo una parte di se stesso sconosciuta.

Il cast è stato composto da Raz Degan dopo aver parlato con sciamani e apprendisti. Il personaggio principale è James Harrington Freeman, discendente di un ammiraglio della Seconda Guerra Mondiale: affetto da depressione, è stato curato dai migliori psichiatri e psicologi sottoponendosi all’elettroshock. Nessuna cura aveva avuto effetto: sentì parlare dell’Ayahuasca e da lì, ha condotto un viaggio che lo ha portato a vivere per 5 mesi nella giungla. Nel film ci sono anche la dottoressa Sheryl Harrington e il dottor Mason Freeman, genitori di James, il pescatore e sciamano Pepe.

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Cosa ne pensa l’autore

Chiara Lanzini - Il progetto è decisamente ambizioso e sulla carta interessante, la mutazione spirituale di Raz sull'Isola era decisamente evidente, alcuni suoi comportamenti, apparentemente bizzarri - non compresi dagli altri naufraghi - erano un modo per estromettersi dal contesto, non perdendo la propria forza interiore. Pachamama e la sua devozione sono parte di Raz e non un atteggiamento calcolato come qualcuno ha ribadito.

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