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Piermario Morosini: 5 anni dalla sua morte

Il mondo del calcio, e non solo, ricorda oggi la morte dei centrocampista del Livorno, morto il 14 aprile 2012 sul campo di Pescara durante una partita.

Calcio
Pubblicato il 14 aprile 2017, alle ore 17:31

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Piermario Morosini: 5 anni dalla sua morte
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Maglia amaranto numero 25, Piermario Morosini si accascia a terra a causa di un malore e, purtroppo, non si alzerà più. Era il 14 aprile 2012 quando quelle immagini struggenti vengono trasmesse in diretta da Pescara durante un sabato soleggiato di primavera.

Piermario, bergmasco doc classe 1986, ha avuto una vita davvero dura: dalla morte prematura dei suoi genitori, a quella del fratello Francesco rimasto vittima di un tragico gesto, fino ad arrivare alla sorella Maria Carla gravemente disabile.

Un ragazzo che non si è mai fatto abbattere dalla crudeltà della vita, ma che si è sempre rialzato a testa alta, combattendo e realizzando il suo sogno di giocare a calcio.

Ma quel pomeriggio di aprile il destino crudele ha vinto su di lui, togliendoli la vita in diretta televisiva, su quel campo di Pescara durante una partita che avrebbe dovuto divertirlo e spronarlo. Quel destino ha deciso che il suo percorso sarebbe dovuto finire lì, davanti ai suoi compagni di squadra in lacrime, ai tifosi senza parole che osservavano cercando di capire che cosa stesse succedendo, e non pensando assolutamente al peggio.

I tribunali hanno detto che probabilmente quel tragico incidente si sarebbe potuto evitare e che in quel campo si sarebbe potuto fare di più. Tre medici sono stati condannati in primo grado il 13 settembre 2016 ma, purtroppo, non saranno queste sentenze a ridare la vita ad un giovane talentuoso che, a distanza di 5 anni, continua ad essere ricordato con il sorriso ma con il cuore che piange, da tutto il mondo del calcio e non solo.

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Cosa ne pensa l’autore

Marta Lorenzon - Le immagini della sua morte sono ancora impresse nel cuore di tutti noi, increduli dalla facilità con cui la vita ti venga strappata dalle mani. Un giovane davvero talentuoso, morto mentre faceva ciò che più desiderava, dopo aver lottato per una vita intera contro la sofferenza. Non so voi, ma io le considero ingiustizie.

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