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Pagani Huayra Roadster, la supercar bella e sfrontata come Gilda

Di fronte a tanti marchi blasonati, l'eccellenza motoristica italiana non ha nulla da invidiare. Almeno dando un'occhiata ai garage modenesi ove viene assemblata la nuova supercar italiana "Pagani Huayra Roadster", realizzata in 100 pezzi unici già sold-out.

Auto
Pubblicato il 15 febbraio 2017, alle ore 18:23

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Pagani Huayra Roadster, la supercar bella e sfrontata come Gilda
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Forse non tutti ne sono a conoscenza, ma alcune delle supercar più belle di tutti i tempi sono realizzate in Italia, nei pressi di San Cesario sul Panaro (Modena), grazie alla Pagani Automobili, l’azienda automobilistica di proprietà dell’imprenditore/meccanico argentino (ma di origini italiane) Horacio Paganini.

Paganini, dopo aver fatto esperienza nel realizzare veicoli di Formula 3, e con un passato nello staff progettistico della Lamborghini, ha fondatonel 19999 a Moderna – la sua azienda automobilistica personale specializzata in supercar. Tra le sue creazioni, si distinguono la Pagani Huayra Coupé, una delle auto più leggere e innovative della categoria, e la Huayra BC, sempre molto leggera, e capace di straordinarie accelerazioni pur con pneumatici stradali. Considerando l’esperienza maturata con questi veicoli, e con la berlinetta Pagani Zonda F, è nata la recente Pagani Huayra Roadster, che intende essere un po’ come la bella Gilda, sfrontata, formosa, intelligente, e tanto bella.

La Pagani Huayra Roadster è una supercar molto leggera, ma che grazie all’uso sapiente del materiale composito, utilizzando una lega di Carbo-Titanio abbinata al Carbo-Triax HP52, ha permesso di incrementare (del 52%) la rigidità torsionale e flessionale dello chassis riducendo, nel contempo, il peso a 1280 grammi. Nonostante ciò, l’auto resta bene ancorata al suolo, grazie a un sistema aerodinamico attivo che, al momento opportuno, sollevando 2 flat avanti, e 2 dietro, grazie alle sospensioni attive, permette di tenere l’auto sempre in parallelo con la strada, grazie ai flussi d’aria ben divisi tra sopra e sotto.

Stilisticamente, la Pagani Huayra Roadser si presenta con un muso aggressivo, e con due parafanghi molto accentuati, quasi a forma di zigomo, che – nella parte anteriore – ospitano i gruppi ottici. Molto particolare è anche la zona motore, custodita in un vano apposito, coperto da un oblò in vetro, sì da mettere in mostra il meglio – dal punto di vista meccanico – delle grazie di questo veicolo. Il tetto, asportabile, può essere scelto o in fibra di carbonio, ma con elemento centrale in vetro in modo da lasciar passare la luce ma non i raggi UVA, o in tela e carbonio, si da poter essere facilmente ripiegato a meno, e riposto all’interno della roadster, per un’esperienza full-air. 

Concentrandoci sul lato motoristico, la Pagani Huayra Roadster annovera una soluzione appositamente allestita dalla Mercedes, l’AMG M158, con 12 cilindri a V (cilindrata totale pari a 5980 cm3), capace di sprigionare 1000 Newton metri di coppia a 2400 giri/m, per arrivare a 764 cavalli vapore a 6200 giri al minuto: con tali performance, e grazie a turbine dalla risposta più che immediata, la guida è sempre elettrizzante, pur rispettando le norme sulle emissioni (è certificata Euro 6b).

Notevole, sempre sotto il piano prettamente “meccanico”, il cambio AMT a sette marce, posto al centro, in modo da favorire un comportamento di guida comodo in quanto sottosterzante, e capace di adattarsi ad ogni condizione di strada, visti gli innesti delle marce molto precisi e puntuali (grazie ad un sistema di attivazione tanto elettrico quanto idraulico). Quest’ultimo, assieme ad un sistema di controllo elettronico della stabilità mai troppo invasivo, e in virtù di un set di gomme Pzero Corsa di Pirelli (20 pollici davanti, 21 dietro), mette l’assetto dell’auto completamente a disposizione del pilota, che non deve far altro che guidare, e rilassarsi. 

Equipaggiata con 2 porte ad apertura tradizionale, la due posti Pagani Huayra Roadster sarà prodotta in ediziona limitata: dalle officine modenesi usciranno solo 100 esemplari già prenotati, al “modico” presso di 2.280.000 cadauno

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Cosa ne pensa l’autore

Fabrizio Ferrara - Non avevo mai sentito parlare di questa casa automobilistica ma, vedendo le sue creazioni, debbo fare un sentito e sonoro "mea culpa": le creazioni del signor Horacio Paganini sono vere e proprie opere d'arte non fini a se stesse. In ogni veicolo sfornato, dalle prime coupé alle più attuali roadster, si evince sempre la sua cura anche per il lato progettistico, prestazionale, ed aerodinamico: mai sentito di auto così costose ma, essendo pezzi unici, con una cura quasi artigianale, e rappresentando lo stato dell'arte delle supercar, c'è anche da comprenderne il motivo.

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