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Con le revisioni verrà certificato anche il chilometraggio delle auto

A partire da maggio 2018, le revisioni dei veicoli verranno condotte con maggiore scrupolosità. Tra le varie novità verrà riportato anche il chilometraggio raggiunto al momento del test. L’intento è quello di tutelare gli acquirenti delle auto usate dalle frodi.

Auto
Pubblicato il 12 giugno 2017, alle ore 16:25

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Con le revisioni verrà certificato anche il chilometraggio delle auto
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Vita dura per i furbetti che “tirano indietro il contachilometri delle auto”. A far data dal prossimo maggio 2018, le revisioni saranno anche l’occasione per certificare i chilometri percorsi fino a quel momento dall’autovettura. In questo modo si spera di poter prevenire le innumerevoli frodi in cui incappano gli ignari acquirenti delle auto usate. Con il provvedimento viene introdotto anche il certificato di revisione, in altre parole un documento su cui vengono trascritti tutti i dati rilevati durante il controllo in officina.

Tra questi spicca anche il numero dei chilometri percorsi dell’autovettura. L’Italia si adegua così ad una direttiva europea che impone l’esecuzione dell’obbligo di revisione con regole ben più severe di quelle odierne. I vantaggi sarebbero in questo caso enormi. Le stime non lasciano spazio a dubbi. Più della metà delle auto usate viene messa in vendita con un contachilometri alterato e quindi non attendibile.

Per i truffatori si tratta di un vero e proprio business che gonfia la valutazione delle auto, generando degli illeciti profitti che raggiungono anche i due miliardi di euro l’anno. Ad essere danneggiati sono non solo gli acquirenti truffati, ma anche i venditori perbene che subiscono la concorrenza sleale dei colleghi disonesti.

Per poter comprendere la portata del fenomeno, è sufficiente cercare su internet quanti siano i centri dediti alla riparazione dei contachilometri: decisamente troppi, soprattutto se si tiene a mente che il contachilometri è uno di quei dispositivi che non ha bisogno di manutenzione, in quanto non si rompe quasi mai.

Per chi è del mestiere, tirare indietro il contachilometri è veramente un gioco da ragazzi. Per “schilometrare” è sufficiente possedere l’attrezzatura necessaria per reimpostare i dati. A quel punto la truffa è servita su un piatto d’argento.

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Cosa ne pensa l’autore

Antonio Sorice - Tirare indietro il contachilometri è una truffa che permette in pochi attimi di far apparire l’autovettura più appetibile di quanto non lo sia. Spesso oltre ad un certo chilometraggio l’auto ha necessità di una particolare manutenzione che le farebbe perdere non poco valore. Purtroppo però non tutti sono del settore, e non è sempre facile capire se il venditore è onesto o sta cercando di raggirarci. A questo punto indicare i chilometri percorsi sul certificato di revisione renderà probabilmente la vita più dura a questo genere di truffatori.

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