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Anche la Cina ha deciso la svolta: sì all’auto elettrica

Oltre a tanti Paesi che hanno deciso da tempo di introdurre auto elettriche nei loro mercati, anche la Cina è pronta alla svolta in favore dei motori elettrici che, probabilmente dal 2030, cambieranno il mondo della motorizzazione.

Auto
Pubblicato il 16 settembre 2017, alle ore 14:55

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Anche la Cina ha deciso la svolta: sì all’auto elettrica
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Il Salone dell’automobile di Francoforte, specialmente in questa edizione, sta mostrando un volto nuovo, un attenzione molto particolareggiata per l’universo delle auto elettriche, di cui la Germania stessa è pioniera nella produzione e nella commercializzazione; questo salone dell’auto sta svelando, oltre le aspettative, degli scenari sorprendenti che vedranno mutare il mondo della mobilità nel corso di pochi anni.

Il 2030 non è lontano, almeno in temini industriali e di strategie produttive, e il mondo dell’automobile è pronto a cambiare al passo con i tempi. I colossi tedeschi sono i primi, pronti a non farsi scalzare da fenomeni di nicchia come il marchio Tesla: BMW è pronto a mutare la Mini in un’auto elettrica, la Volkswagen costruirà modelli elettrici tra otto anni e punta a vendere tre milioni di auto elettriche all’anno dal 2030, mentre la Mercedes, già dal 2020, renderà il marchio Smart completamente elettrico, all’avanguardia nel mondo.

La vera rivelazione, inaspettata, è però quella che riguarda la Cina: in occasione del salone di Francoforte, la Cina ha annunciato che da una data imprecisata, ma probabilmente dal 2040, vieterà la circolazione di tutti i modelli di motore a scoppio, sia di tipo benzina che diesel, sostituendoli con auto a motore elettrico: una svolta fondamentale anche dal punto di vista ambientale, considerando che la Cina, ad oggi, è uno dei maggiori produttori di inquinamento al mondo.

La Cina, però, al di là di quanto si pensi, è già avanti da questo punto di vista: nel 2016 ha venduto 507 mila modelli elettrici, una quota per niente trascurabile ma abbastanza inconsistente in un Paese di 1 miliardo e 300 milioni di persone e che consuma quantità industriali di carbone nella produzione industriale.

In questo scenario mondiale, ci sono Paesi avanti nell’uso dell’auto elettrica come Germania, Olanda e Norvegia, il colosso degli Stati Uniti sta studiando la modalità elettrica tramite diverse start-up e la Cina progredisce di molto in questo campo. L’Italia è invece molto indietro, con FCA non presente a Francoforte, e con un contesto che non sta favorendo affatto sia la produzione sia la commercializzazione di auto elettriche, rischiando di tagliarci fuori dal mercato automobilistico del futuro.

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Cosa ne pensa l’autore

Claudio Bosisio - Tanti Paesi stanno mostrando al Salone dell'automobile di Francoforte modelli elettrici di primo piano e le strategie future di produzione e vendita di questi modelli; l'Italia non è presente ed è un vero peccato; il nostro Bel Paese rischia di rimanere indietro, come spesso accade, in alcune innovazioni tecnologiche e non avere né un produttore di auto elettriche, né la volontà di mutare il mondo dell'automobile, ci potrebbe vedere in un futuro non molto prossimo come una realtà retrograda nel comparto della mobilità sostenibile.

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